giovedì 23 febbraio 2017

VENERDÌ 10 MARZO LAC LUGANO | CONFERENZA STAMPA "CRAIGIE HORSFIELD. OF THE DEEP PRESENT" | con trasferta da Milano

 
Il Museo d’arte della Svizzera italiana, in collaborazione con il Centraal Museum di Utrecht, dedica un’ampia esposizione monografica a Craigie Horsfield, artista britannico che dagli anni Ottanta conduce una straordinaria indagine sulla natura stessa dell’immagine fotografica.
 
Nel suo lavoro ricorrono ritratti, nature morte, nonché momenti di vita quotidiana, riti e tradizioni popolari, temi e generi diversi rappresentati con tecniche innovative che tendono a stemperare i limiti fra le varie discipline artistiche. La fotografia costituisce infatti solo uno dei molteplici tasselli che si sovrappongono nella sua produzione artistica: a partire da un negativo, o da un fotogramma, Horsfield produce opere di grande formato realizzate con tecniche sorprendenti e disparate come arazzi e affreschi.
 
La struttura narrativa della mostra si sviluppa in sezioni tematiche incentrate su opere emblematiche, sovente lavori monumentali come i maestosi arazzi dedicati alla scena apocalittica di Ground Zero o al Golfo di Napoli in un’ambigua visione notturna. Lo straordinario percorso che ne scaturisce porta alla luce le relazioni che intercorrono fra eventi accaduti in luoghi e momenti apparentemente lontani, fra le persone che ne sono state partecipi e gli spettatori che ne fanno scoperta in mostra.

Il concetto di relazione – inteso sia come il legame tra individui sia come il narrare, il raccontare – è centrale nell’opera di Horsfield. Nei progetti che ha realizzato appositamente per questa mostra, così come in altre numerose occasioni, ciò è particolarmente evidente. Secondo l’artista un’opera d’arte si realizza pienamente solo grazie al ruolo attivo del pubblico: «Ciò che avviene qui è il riconoscimento di un passaggio di comprensione, di raccoglimento e di identificazione, l’impressione di dare tempo e profonda attenzione al mondo e agli altri, e a un presente profondo. […] A volte questi passaggi sono fluidi nelle loro interrelazioni, altre volte sono spigolosi e discordanti, e all’interno della struttura ci sono strati su strati di associazioni, citazioni e allusioni, dentro le opere, dentro la narrazione e nel corso della storia, la storia immaginata come un presente profondo».

Installazione sonora
Sin dall’inizio della sua carriera Craigie Horsfield coltiva un profondo interesse per il suono e la musica, una passione che si riflette nella struttura della mostra, articolata come i movimenti di una composizione musicale. Accanto agli arazzi, agli affreschi e alle stampe, il percorso espositivo include un’installazione sonora composta e mixata dall’artista in collaborazione con Reinier Rietveld appositamente per lo spazio espositivo del MASI. Questo elemento sonoro, in dialogo con le altre opere e insieme ad esse, contribuisce all’elaborazione di nuovi e specifici significati.

I ritratti
La mostra presenta inoltre una serie di ritratti inediti realizzati a Lugano dall’artista appositamente per l’esposizione del MASI. Ciò che prevale in queste immagini è l’esplorazione dei processi attraverso i quali cerchiamo di comprenderci l’un l’altro e di esistere insieme. Al tempo stesso queste opere l’unicità delle persone che collaborano con l’artista e la loro singolare e unica esistenza nel presente, riconosciuta nell’attenzione dello spettatore, attraverso il raccoglimento, la sensibilità e l’empatia.
 
Craigie Horsfield
Of the Deep Present

12 marzo – 2 luglio 2017
LAC Lugano Arte e Cultura
 
A cura di 
Marco Franciolli, direttore MASI Lugano
Edwin Jacobs, ex-direttore del Centraal Museum di Utrecht e ora direttore del Dortmunder
U–Zentrum für Kunst und Kreativität, Dortmund
Charlotte Schepke, direttrice della galleria Large Glass, Londra 

Si prega di dare gentile conferma di partecipazione alla conferenza stampa, in particolare per l’eventuale trasferta da Milano.
E’ previsto un bus con partenza alle ore 9.00 da Piazza Cadorna lato via Paleocapa (rientro a Milano con partenza da Lugano intorno alle ore 14).
 
A seguire e In allegato linvito, il comunicato stampa e alcune immagini relative alla mostra.
 
Ufficio stampa Italia
ddl+battage
Alessandra de Antonellis e Margherita Baleni
 
RSVP
Alessandra de Antonellis
 
Margherita Baleni
 
Maria Chiara Salvanelli



L’offensiva di carta. La Grande Guerra illustrata, dalla collezione Luxardo al fumetto contemporaneo


 
 
Comunicato Stampa:
Accanto alla guerra drammaticamente impastata a fango e sangue, dal 1914 al ‘18 ne venne combattuta una parallela, non
meno decisiva, fatta di parole e soprattutto di immagini.

Al Castello di Udine, per la prima volta, questa mostra ne da conto in modo organico, attingendo ad un patrimonio unico al mondo: la Collezione Luxardo, dal nome del medico di San Daniele del Friuli che negli anni dell’immediato dopo guerra raccolse oltre 5600 fascicoli di riviste e monografie d’epoca, grazie a una fitta rete di scambi con altri collezionisti d’ Europa.

La Collezione, patrimonio dei Civici Musei Udinesi, rappresenta molto di quanto si produsse negli anni del conflitto su tutti i fronti e in tutte le lingue. Vi compaiono le pubblicazioni ufficiali, strumenti di propaganda dei vari Governi e Comandi; ma anche e soprattutto ciò che nelle trincee, con l’uso del ciclostile (all’epoca si chiamava velocigrafo), producevano – in presa diretta – coloro che quel conflitto lo vivevano e subivano in prima linea.

Su fronte italiano (analogamente a quanto accadeva per tutte le parti coinvolte nel conflitto) dietro a questi strumenti all’apparenza spontanei, si muoveva il potente “Servizio Propaganda” (detto “Servizio P”), voluto dallo Stato Maggiore dopo la sconfitta di Caporetto. A partire dal gennaio 1918 infatti, si decise che ciascuna Armata, e a scendere ciascun Corpo sino al singolo Battaglione, venisse affiancato da un “Ufficio P”, con il compito di occuparsi del morale delle truppe, di assicurare loro assistenza, ristoro e svago nel tempo libero, e infondendo negli animi fiducia e, se possibile, buon umore.

Le riviste di trincea sono il frutto più evidente di questo titanico sforzo propagandistico. Alla fine della guerra, solo in Italia, se ne conteranno quasi un centinaio, e nei soli ultimi mesi del conflitto il numero dei materiali cartacei scambiati al fronte, sganciati sulle linee nemiche o diffusi all’interno del Paese raggiunse l’iperbolica cifra di 62 milioni di pezzi fra riviste, cartoline, manifesti, bollettini.

Una vera e propria offensiva di carta realizzata a suon di proclami, di messaggi ripetuti con ritmo martellante, di incitamenti, di richieste imperiose o suadenti di arguzie… di tutto quanto possa ristabilire la fiducia nelle proprie forze e la fede nella vittoria.
Ad essere veicolati sono concetti semplici, immediati, in ossequio alle direttive dello Stato Maggiore, che prescrivono “espressioni piane e accessibili, che senza parere convincano dei temi trattati”. Per il Servizio P infatti le truppe e il popolo sono quasi fanciulli dall’animo semplice e bonario, che va conquistato con il ricorso alla fantasia, all’immaginario, al gioco e talvolta a qualche ammiccamento goliardico. Anche rebus, sciarade, concorsi a premi sono infatti piegati allo scopo. Con questi nuovi strumenti, ad essere attuata è una nuova chiamata alle armi, che coinvolge dietro alle linee del Piave tutte le componenti sociali e culturali del Paese, giovani intellettuali socialisti e cattolici, chiamati a militare nelle file del Servizio P e destinati, solo qualche anno dopo, a percorrere destini molto diversi. Sulle pagine delle riviste di trincea si cimentano così scrittori, giornalisti, editorialisti e “matite” più o meno famose (molti gli illustratori arruolati come ufficiali o sottoufficiali) come Umberto Bunelleschi, Antonio Rubino, Aldo Mazza, Filiberto Scarpelli, Eugenio Colmo (noto come Golia), Bruno Angoletta, Mario Sironi, Ardengo Soffici, Carlo Carrà, il giovane “caporale” Giorgio de Chirico, Enrico Sacchetti, Mario Buzzi, che negli anni successivi diverranno protagonisti nel mondo dell’illustrazione di libri o riviste, del manifesto o dell’arte e della pittura.

Nel racconto e nella creazione dell’immaginario irrompe anche un mezzo nuovo: il cinema, documentato in mostra da esempi dell’animazione americana. Soli pochi anni dopo i celebri esperimenti pionieristici di Windsor McCay, le truppe americane, che hanno fatto della potenza e dell’innovazione tecnologica il proprio biglietto da visita sui campi di battaglia europei, si cimentano infatti in vignette satiriche animate. È l’inizio dell’epoca dei cartoons, che tanta parte avranno poi nella Seconda Guerra mondiale, e che ora ha per protagonisti ridicoli e imbranati soldati degli Imperi centrali.

Originale e coinvolgente la scelta di affiancare a questa analisi storica una sezione dedicata alla memoria della Grande Guerra attraverso l’occhio e la sensibilità di illustratori contemporanei. Quasi un percorso parallelo che coinvolge il visitatore già a partire dal Salone del Parlamento, all’inizio della mostra. Qui tra gli affreschi che ricordano la Battaglia di Lepanto, scorrono le immagini di “1916: the First Day of the Battle of the Somme” di Joe Sacco, proiettate in grande formato sulle antiche pareti, in un gioco di richiami e rimandi tra le guerre del passato e la modernità, allora sconvolgente, della prima guerra mondiale. Il ricorso a proiezioni video, touch screen e repertori di materiali di consultazione digitalizzati, accompagna in realtà tutto il percorso di visita, che si snoda attraverso alcune sezioni tematiche: una prima, “Noi e Loro”, mette a confronto proprio attraverso due schermi e proiezioni, accompagnate da effetti sonori, la costruzione dell’immaginario del nemico, di volta in volta grottesco, ridicolo, mostruoso. Una sala – e sarà come entrare nella “centralina di comando” del Servizio P – è dedicata alle direttive ufficiali dello Stato Maggiore, recuperate attingendo direttamente alle fonti originali dell’Esercito. Uno spazio specifico è dedicato ai giornali austriaci che falsificavano, per motivi di contro propaganda, giornali italiani, messi a confronto con gli originali. Due sale sono riservate l’una alla presentazione di un gran numero di riviste di corpo, e l’altra a una importante selezione di opere degli illustratori di maggiore qualità e interesse grafico e artistico. Seguono uno spazio monocromatico che ospita riviste provenienti da altri paesi e schieramenti, in diverse lingue e – in un suggestivo allestimento che riprende il colore lilla dei fogli originali – una sala dedicata ai ciclostili e a rari fogli spontanei, usciti spesso in singole copie, talvolta frutto della attività dei soldati internati in campi di prigionia. In questa sezione si avrà modo di notare quanto comune possa diventare il linguaggio quando si verificano medesime condizioni di vita: infatti nonostante questi fogli siano opera di soldati francesi, tedeschi o italiani, sembrano disegnati dalla stessa mano.
L’esposizione si chiude con le tavole originali dei contemporanei, narratori per immagini che hanno illustrato e continuano a illustrare frammenti della Grande Guerra. Gipi, Manuele Fior, Jacques Tardi – scrittore e fumettista, di scuola francese come lo stesso Joe Sacco – o un illustratore conosciuto in tutto il mondo e ormai considerato un maestro storico, Hugo Pratt, di cui si espongono, oltre alle chine, una significativa e inedita selezione dei preziosi rodovetri originali dipinti a mano e realizzati nel 1977 per la trasmissione “Supergulp”, di Rai Due.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale.

Ufficio Stampa Civici Musei di Udine: Emporio ADV, Sara Puntel tel. 0432546996 s.marconi@seltzpr.it, (Silvia Marconi), a.toldo@seltzpr.it (Anna Maria Toldo)
in collaborazione con:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499
gestione1@studioesseci.net (Stefania Bertelli)





3 - 5 MARZO MUSEOCITY MILANO | LA FONDAZIONE ADOLFO PINI PRESENTA "STORIE MILANESI UN UNICO RACCONTO"

 
Museocity 2017
La Fondazione Adolfo Pini presenta 
"Storie Milanesi un unico racconto"

In occasione della prima edizione di Museocity, in programma dal 3 al 5 Marzo 2017, la Fondazione Adolfo Pini presenta un progetto speciale: Storie Milanesi un unico racconto, a cura di Rosanna Pavoni
Protagoniste, in una narrazione inedita e corale alla scoperta di Milano, le 15 case museo, atelier d’artista, studi di architetti e designer che fanno parte del circuito di Storie Milanesi. Insieme lanceranno infatti una visita speciale: per la prima volta ciascun “Museo” scambierà con un altro partner del circuito un oggetto, svelando nuove suggestioni, storie e aneddoti. Ciascun oggetto sarà raccontato con lo sguardo particolare del “padrone di casa” ospitante, alla luce della cultura e della personalità che l’hanno contraddistinto, a creare un racconto inedito della città di Milano attraverso voci, solo apparentemente tra loro disconnesse, ma in realtà inaspettatamente e strettamente collegate da storie personali.

“Il progetto vuole sottolineare la circolarità del racconto della città attraverso i 15 luoghi e le voci dei personaggi di Storie Milanesi e la complementarietà delle loro narrazioni, afferma Rosanna Pavonicuratrice del progetto. Così, ad esempio, un’opera di Mario Negri negli ambienti della Fondazione Pini, dove Bongiovanni Radice aveva il suo atelier, svela memorie di reciproca stima, di familiarità, pur nella scelta di percorsi creativi profondamente dissimili”.


Con “Storie milanesi un unico racconto” le diverse realtà che, durante i tre giorni di Museocity, partecipano al progetto - organizzato e coordinato dalla Fondazione Adolfo Pini, costruiscono un unico racconto corale. In questo modo Storie Milanesi si propone ancora una volta come punto di riferimento per chi vuole lasciarsi sorprendere da Milano, per chi ha voglia di scoprire e conoscere i personaggi che hanno contribuito alla storia culturale di una città oggi riconosciuta e apprezzata a livello internazionale. In questo racconto, infatti, tempo e spazio vengono superati e i protagonisti delle “Storie Milanesi” si incontrano unendo narrazioni, esperienze e vissuti della Milano tra Otto e Novecento. 

> In allegato il comunicato stampa e alcune immagini in bassa risoluzione.
Restiamo a disposizione per ulteriori informazioni e immagini in alta risoluzione
 
Ufficio stampa Fondazione Adolfo Pini 
ddl studio T +39 02 8905.2365 
Alessandra de Antonellis  
E-mail: alessandra.deantonellis@ddlstudio.net T 339 3637.388
Laura Cometa 


E-mail: laura.cometa@ddlstudio.net  T 327 1778443
 

IL BUON SECOLO DELLA PITTURA SENESE



IL BUON SECOLO DELLA PITTURA SENESE
Dalla Maniera moderna al Lume Caravaggesco
Montepulciano | San Quirico d’Orcia | Pienza
18 marzo 2017 | 30 giugno 2017
La grande mostra che si svolge in tre  straordinarie città gioiello del Senese, si ispira, nel titolo, ad una frase dell’abate Luigi Lanzi, storico dell’arte vissuto tra ‘700 e ‘800 ed è dedicata ad uno specifico periodo storico che va dagli inizi del XVI alla metà del XVII secolo, quando l’arte senese brillava di eccellenti e singolari personalità artistiche, a tutt’oggi, nella maggior parte dei casi, ancora troppo poco note al grande pubblico.
Allo scopo di migliorare la loro conoscenza, nasce l’idea di questa originale rassegna in cui le città di Montepulciano, S. Quirico d’Orcia e Pienza ospitano ciascuna, prendendo spunto da un capolavoro che si trova già sul loro territorio, una sezione espositiva dedicata ad un importante artista senese ed al suo ambiente. Ogni settore prevede, inoltre, un itinerario alla scoperta di opere altrettanto significative rispetto a quelle esposte ma che, per varie ragioni, sono rimaste nelle loro sedi originali. Questa soluzione permette di completare idealmente la visita con il valore aggiunto di percorrere e scoprire una terra splendida e magnificamente conservata. Tutte le opere in mostra provengono da prestigiose collezioni pubbliche e private, chiese ed istituzioni religiose, allo scopo di  donare ai visitatori una visione quanto più esaustiva possibile di un grande secolo un poco dimenticato.
Domenico Beccafumi, l’artista da giovane
Montepulciano, Museo Civico Pinacoteca Crociani.
Partendo dal felice ritrovamento di un’opera documentata dell’attività giovanile di Domenico Beccafumi, la S. Agnese Segni del Museo Civico, la sezione si occupa di illustrare, dapprima, i documenti e le testimonianze che hanno reso possibile la nuova attribuzione e, successivamente, di analizzare le notevoli problematiche inerenti la personalità artistica del  giovane Beccafumi,  ospitando un nutrito numero di sue opere assieme a capolavori del Sodoma, di Girolamo Genga, Fra’ Bartolomeo, Andrea del Brescianino, Girolamo di Giovanni del Pacchia e Lorenzo di Mariano detto il Marrina, protagonisti dell’ambiente artistico senese nel primo decennio del’500.
Seconda Sezione:
Dal Sodoma al Riccio: la pittura senese negli ultimi decenni della Repubblica
San Quirico d’Orcia, Palazzo Chigi Zondadari
Il dipinto attorno al quale si dipana il percorso è la Madonna col Bambino e i Santi Leonardo e Sebastiano di Bartolomeo Neroni detto il Riccio, appartenente alla Compagnia del Santissimo Sacramento di San Quirico d’Orcia. La sezione prende quindi in esame il periodo artistico che va dalla tarda attività del Sodoma, di cui sono presenti diverse e importanti opere, comprendendo anche dipinti eseguiti da significative personalità quali Giorgio di Giovanni, Marco Pino e Giomo del Sodoma, per concludersi con un’ampia rassegna dedicata alla notevole produzione di Bartolomeo Neroni detto il Riccio.
Terza Sezione:
Francesco Rustici detto il Rustichino, caravaggesco gentile e il naturalismo a Siena
Pienza, Conservatorio S. Carlo Borromeo
La presenza, nella chiesa di S. Carlo Borromeo a Pienza, di una splendida pala di Francesco Rustici raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Carlo Borromeo, Francesco, Chiara, Caterina e Giovanni Battista, permette di costruire attorno a quest’opera una interessante esposizione riguardante principalmente l’attività del Rustichino, di cui sono presenti, riuniti insieme per la prima volta, diversi capolavori.
La sezione si prefigge anche lo scopo di illustrare l’ambiente familiare in cui avvenne la prima formazione del pittore, con dipinti di Alessandro Casolani e Vincenzo Rustici, proponendo anche opere di quelle personalità artistiche che tanta importanza ebbero nella sua evoluzione stilistica, quali, ad esempio, Orazio Gentileschi e Antiveduto Gramatica e si chiude con una rassegna di dipinti eseguiti da pittori senesi suoi contemporanei come Rutilio e Domenico Manetti, Bernardino Mei, Astolfo Petrazzi e Niccolò Tornioli che, in misura diversa tra loro, subirono l’influsso della pittura naturalista.
Tutte e tre le sezioni, ed è una caratteristica importante del progetto, si aprono al territorio. Invitano cioè il visitatore ad andare alla scoperta di altre opere custodite da pievi, monasteri, conventi, palazzi, piccoli borghi del meraviglioso territorio della Val d’Orcia. Una occasione imperdibile per chi voglia scoprire i tesori conservati nei luoghi più segreti e suggestivi di questa terra che non a caso è  Patrimonio dell’Umanità.
COMITATO PROMOTORE
Fondazione Musei Senesi
Vernice Progetti Culturali
Comune di Montepulciano
Comune di Pienza
Comune di San Quirico d’Orcia
Direzione Polo Museale della Toscana
Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo
Diocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa, Montalcino
Diocesi di Montepulciano, Chiusi, Pienza
Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali – Università degli Studi di Siena
Regione Toscana
PRESIDENTE DELLE MOSTRE
Antonio Paolucci
CURATORI
Montepulciano: Alessandro Angelini, Roberto Longi
Pienza: Marco Ciampolini, Roggero Roggeri
San Quirico d’Orcia: Gabriele Fattorini, Laura Martini

Hours & Info

T 0578717300 | ilbuonsecolodellapitturasenese@gmail.com
ORARIO DI VISITA
18 marzo 2017 | 30 giugno 2017
da lunedì a domenica: 10.30-18.30
Chiuso il martedì
Conferenza stampa di presentazione della mostra:
IL BUON SECOLO DELLA PITTURA SENESE
Dalla maniera moderna al lume caravaggesco
Montepulciano, San Quirico d’Orcia, Pienza
18 marzo | 30 giugno 2017

Interverranno:
Fabrizio Nepi, Presidente della Provincia di Siena
Franco Rossi, Assessore alla Cultura del Comune di Montepulciano
Giampietro Colombini, Assessore alla Cultura del Comune di Pienza
Ugo Sani, Assessore alla Cultura del Comune di San Quirico d’Orcia
Alessandro Ricceri, Presidente Fondazione Musei Senesi
Marco Forte, Amministratore Delegato, Vernice Progetti Culturali

Saranno presenti i curatori della mostraMontepulciano: Alessandro Angelini, Roberto Longi
Pienza: Marco Ciampolini, Roggero Roggeri
San Quirico d’Orcia: Gabriele Fattorini, Laura Martini


Ufficio Stampa:
Studio Esseci, 049 663499
www.studioesseci.net
gestione2@studiosseci.net (Simone Raddi)

Comune di Montepulciano
Diego Mancuso, 340 7268935

Fondazione Sassi - Indetta una call per artisti under 35


CALL FOR ARTISTS UNDER 35


“Luoghi per sottrazione”

La call indetta dalla Fondazione Sassi rientra nel progetto “The Young people’s window”, presentato per il Piano Attività Culturali 2016 della Regione Basilicata.

Bando e modulo di partecipazione sono online al sito: http://www.fondazionesassi.org/call-for-artists-under-35/

 

Realizzare un’opera pensata appositamente per esistere nei Sassi, è questa la sfida che la Fondazione Sassi lancia ai giovani artisti under 35.
Luoghi per sottrazione è titolo e tema della call indetta dalla Fondazione Sassi di Matera e rivolta ai creativi, fino a 35 anni d’età. Bando e modulo di partecipazione sono reperibili online al sito http://www.fondazionesassi.org/call-for-artists-under-35/
A metà aprile è prevista la mostra collettiva: sarà allestita nei locali di via San Giovanni Vecchio n.7 della fondazione, luoghi non convenzionali in cui dovranno essere ambientate le opere che, da bando, devono trovare origine nella riflessione sui Sassi come luogo fisico e metaforico di sottrazione.
“La Fondazione Sassi si apre alla creatività e ai giovani, con un bando a partecipazione gratuita – afferma il presidente della Fondazione Sassi Vincenzo Santochirico – che rientra nel progetto “The Young people’s window”, presentato per il Piano Attività Culturali della Regione Basilicata , con la volontà di offrire loro spazi d’espressione e possibilità di misurarsi nella realizzazione di progetti. In questa ottica anche la cura della call è stata affidata dalla  Fondazione Sassi ad una giovane materana,  Stefania Dubla,  che ha già maturato esperienze museali in Italia all’estero. L’invito ai creativi è quello di riappropriarsi, tramite la  conoscenza e attraverso i propri linguaggi espressivi, della storia di Matera. La Fondazione Sassi offrirà loro un luogo unico in cui esporre, spazi non convenzionali, ricchi di storia e che possono contribuire alla fase creativa”.

Il bando prevede diversi ambiti espressivi, dalla visual art (pittura su qualsiasi tipo di supporto, fotografia, etc), alla scultura, all’installazione, alle proiezioni e arti digitali, alle performance. E’ aperto a singoli artisti o collettivi, che dovranno inviare la domanda di partecipazione entro la mezzanotte del 10 marzo 2017. Unico vincolo: rispettare il tema Luoghi per sottrazioni. La call prevede che i partecipanti realizzino un’opera che sia strettamente legata agli antichi rioni in tufo di Matera e alla storia della città. Priivilegiando progetti site specific, il tema Luoghi per sottrazione offre spunti di riflessione ispirati al contesto in cui le opere andranno ad inserirsi. Matera, i Sassi, come “città di sottrazione”: dalla costruzione delle antiche case per estrazione di materia, ai percorsi ipogei del sistema di raccolta delle acque, fino alla sottrazione identitaria, causata dall'obbligato trasferimento degli abitanti in una città nuova. La “sottrazione” dunque declinata sotto ogni aspetto ambientale, storico, antropologico, che percorre il locale, ma appartiene alla storia dell'umanità e, soprattutto, all'epoca contemporanea. La sottrazione che è negazione, vuoto, ma anche luogo da riempire nuovamente, quindi pronto ad accogliere, o da rivalutare nella bellezza dell'assenza di superfluo.

Matera 23 febbraio 2017

 

Sissi Ruggi

addetto stampa

per la call CALL FOR ARTISTS UNDER 35 “Luoghi per sottrazione”

della Fondazione Sassi

 

Per contatti e ulteriori informazioni:


333.4742509




 

 CALL FOR ARTISTS UNDER 35

Esposizione “Luoghi per sottrazione”
Ente promotore
La Fondazione Sassi dal 1990 opera nel campo della cultura per la valorizzazione del patrimonio naturale, storico, artistico, architettonico dei Sassi di Matera, trovando collocazione negli antichi rioni in tufo della città di Matera. Tramite la call Luoghi per Sottrazione, la Fondazione apre i propri ambienti ai giovani creativi under 35.


Oggetto
La Fondazione Sassi si pone l’obiettivo di aprire i propri spazi alla creatività di artisti under 35, nell’esperienza di una mostra collettiva che sia insieme occasione di incontro e rappresentazione del tema della sottrazione, in una visione che dal locale investa temi universali.
Agli artisti, di ogni nazionalità, è chiesto di riflettere, partendo dall’analisi del luogo – di cui di seguito si offrono alcuni spunti storico-ambientali –, per toccare i temi a loro più vicini e operare secondo i propri linguaggi.


Tema
Il tema Luoghi per sottrazione offre spunti di riflessione ispirati al contesto in cui le opere andranno ad inserirsi: Matera, più precisamente i Sassi, civitatis locus (luogo dei cittadini), lì dove secoli di storia hanno lasciato il segno in originali, quanto spontanee, formule architettoniche di insediamento sociale. I Sassi possono essere letti come tòpos della “sottrazione”: le antiche abitazioni sono state ricavate nei secoli scavando nella calcarenite, tipica roccia di facile lavorazione dell’area delle Murge.
Un processo di sottrazione di materia che si riflette anche nel lavoro di scavo delle cisterne che costellano l’ecosistema urbano di questi antichi rioni. Il particolare sistema idrico della città costituisce una delle ragioni fondanti l’iscrizione di Matera fra siti del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. L’attuale piazza del centro cittadino, ad esempio, si colloca al di sopra di una cisterna profonda 15 metri, la più grande dell’antica città, il “Palombaro lungo”, che soddisfaceva il fabbisogno idrico di tutta Matera.
Il tema del bando può declinarsi anche in termini antropologici: nel 1948 i Sassi furono definiti “la vergogna d’Italia” a causa delle precarie condizioni igieniche. Il 17 maggio 1952 con il n. 619 fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge intitolata “Risanamento del rione Sassi nell’ambito del Comune di Matera”. Primo effetto di questa legge fu il trasferimento degli abitanti di quei rioni i cui ambienti furono dichiarati inabitabili. La popolazione fu sottratta dai Sassi e trasferita in nuovi quartieri e borghi. I più grandi architetti, intellettuali e sociologi del tempo furono chiamati a dare il loro contributo per tentare di colmare il senso di negazione negli abitanti con il recupero, in soluzioni architettoniche contemporanee, dei sistemi sociali dei Sassi: i vicinati.
La sottrazione allora come nuova restituzione. Una sottrazione che per molti anni è stata sinonimo di vergogna delle proprie origini e insieme perdita e abbandono forzato della propria identità.
Il tema della “sottrazione” può essere declinato sotto veri aspetti: ambientale, storico, antropologico; percorre il locale, ma appartiene alla storia dell’umanità e, soprattutto, all’epoca contemporanea. La sottrazione è negazione e vuoto, ma anche luogo da riempire nuovamente, quindi pronto ad accogliere, o da rivalutare nella bellezza dell’assenza di superfluo.


Destinatari
La call for artists è aperta a tutti gli artisti under 35, di qualsiasi nazionalità, nei diversi ambiti:
  • Visual art (pittura su qualsiasi tipo di supporto, fotografia, etc)
  • Scultura, installazione
  • Proiezioni e arti digitali
  • Performance
La partecipazione è gratuita e può avvenire singolarmente o in gruppo; i collettivi dovranno avere almeno la metà dei componenti di età inferiore ai 35 anni compiuti. Ogni artista/collettivo potrà presentare un solo progetto.


Modalità di partecipazione e termini di consegna
Le domande devono pervenire entro e non oltre la mezzanotte del 10 marzo 2017, pena l’esclusione. I candidati dovranno:
  • Compilare il form
  • In assenza di un sito web, inviare per email portfolio o un progetto passato significativo
  • Se necessario, inviare immagini di supporto alla comprensione del progetto
Mandare il materiale richiesto all’indirizzo email: callforartist@fondazionesassi.org.
La lista definitiva degli artisti scelti sarà pubblicata entro mercoledì 15 marzo 2017.


Dettagli del progetto

La call ha come finalità un’esposizione collettiva diretta a dare visibilità alle giovani eccellenze nazionali e internazionali del settore. Ogni artista/gruppo ammesso avrà a disposizione un’intera sala della Fondazione Sassi per l’installazione della propria opera. Inoltre:
  • Non vi sono limiti di materiali/supporti/tecniche per la realizzazione delle opere
  • Sono ammessi anche lavori già presentati purché idonei alla realizzazione in spazi non convenzionali.
Gli organizzatori sono a disposizione per ogni chiarimento utile alla presentazione del progetto e successivamente alla definizione di ogni dettaglio relativo alla realizzazione dell’opera.


Termini di realizzazione dell’opera

Una volta selezionati, gli artisti potranno inviare l’opera o realizzarla in loco in un tempo massimo di 5 giorni, concludendola entro domenica 9 aprile compreso, in vista dell’apertura dell’esposizione, prevista per la metà di aprile.
Gli artisti candidati alla call sono invitati a specificare se in possesso dei materiali necessari per la realizzazione dell’opera. In caso contrario, il comitato organizzatore verificherà la fattibilità dell’allestimento dell’opera sulla base dei costi e dei materiali necessari.
La realizzazione dei progetti non deve presentare oneri a carico degli organizzatori, tuttavia è possibile considerare delle eccezioni riguardo a materiali messi a disposizione da alcuni sponsor tecnici. Nel caso in cui gli artisti avessero la possibilità di sostenere i propri progetti con l’aiuto di sponsorizzazioni, gli organizzatori non ostacoleranno in alcun modo la visibilità degli sponsor.
A seguito della prima manifestazione di interesse per il progetto da parte dalla Fondazione, essa verificherà con gli artisti la fattibilità del progetto prima di confermare in via definitiva l’esito positivo della selezione.


Valutazione dei progetti artistici

La Fondazione si riserva il diritto insindacabile di selezionare i lavori, secondo criteri di:
  • Originalità e contemporaneità dei temi/linguaggi artistici adoperati;
  • Caratteristiche estetiche e aderenza con la linea artistico-culturale dell’evento;
  • Rispetto e integrazione dell’opera con gli ambienti messi a disposizione. Particolare apprezzamento si esprime nei confronti dei progetti site specific
  • Fattibilità dell’opera: la Fondazione ricorda che ospita i lavori in spazi non convenzionali, pertanto le richieste tecniche degli artisti devono essere concordate con l’organizzazione, che si riserva un’insindacabile verifica della fattibilità.


Gli artisti selezionati

La partecipazione è gratuita e la Fondazione si farà carico dell’eventuale alloggio per gli artisti che realizzeranno l’opera in loco, secondo i termini di cui sopra. Gli artisti selezionati per l’esposizione Luoghi per Sottrazione avranno la possibilità di:
  • Entrare a far parte della shortlist della Fondazione;
  • Ottenere il patrocinio dell’istituzione per progetti futuri, compresa la partecipazione ad eventi ed esposizioni da essa organizzati in Italia e all’estero;
  • Avere visibilità nel catalogo Luoghi per Sottrazione e sul sito internet della Fondazione dove sarà riservata una pagina di approfondimento per ciascun artista della mostra.


Variazioni, annullamento, clausole

  • La Fondazione si riserva di adottare in qualsiasi momento provvedimenti integrativi omodificatori del presente Regolamento, aventi carattere organizzativo, funzionale, di tutela e salvaguardia del livello artistico della mostra, senza alterarne la sostanza.
  • Se per motivi tecnico-organizzativi o per causa di forza maggiore la manifestazione non dovesse aver luogo, l’organizzazione si riserverà di adottare altre idonee soluzioni che saranno tempestivamente comunicate ai diretti interessati.
  • I partecipanti, con l’invio della propria candidatura alla presente call, accettano i termini sopra indicati e sollevano l’organizzazione da ogni responsabilità in caso di eventuali infortuni nei luoghi di svolgimento dell’esposizione.


La Fondazione Sassi è un ente no profit, riconosciuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con decreto del 6.7.1991 (G. Uff. 20.9.1991 n.211). Opera nel campo della promozione della cultura per la conservazione del patrimonio naturale, storico, artistico, architettonico, specificatamente dei Sassi di Matera, attraverso manifestazioni artistico-culturale di respiro nazionale ed internazionale. La presente call for artists rientra nel progetto “The Young people’s window”, presentato per il Piano Attività Culturali 2016 della Regione Basilicata L.R. 22/88 art.13-art.17 -art. 19.
 
Segnala:
Sissi Ruggi
addetto stampa
per la call CALL FOR ARTISTS UNDER 35 “Luoghi per sottrazione”
della Fondazione Sassi
 
Per contatti e ulteriori informazioni:
333.4742509