giovedì 19 aprile 2018

Guido Strazza. Orizzonti



Sabato 21 aprile 2018 alle 18,30 CRAC Puglia - Centro di Ricerca Arte Contemporanea inaugura la mostra personale di Guido Strazza, “Orizzonti”, a cura di Roberto Lacarbonara.

Dopo le grandi antologiche nella Galleria Nazionale di Arte Moderna (Roma, 2017) e a Ca d’Oro (Venezia 2017-2018), CRAC Puglia ospita uno dei massimi maestri italiani della pittura e dell’incisione: Guido Strazza (Santa Fiora, GR, 1922).

Il tema dell’orizzonte, presente nella ricerca di Strazza sin dagli anni ’60, definisce un percorso di ricerca segnica e pittorica capace di manifestare le linee, le tensioni e le dinamiche alla base del gesto che segna la carta e traccia la tela. A partire dagli studi preparatori della cartella Orizzonti olandesi(1974), per la prima volta esposti in mostra, fino alle recenti opere costruite attorno alla definizione di una spazialità estrema e sconfinata, la mostra racconta l’artista inseguendo una singola linea, un segno che attraversa le sale modulandosi nelle numerose variazioni con cui l’artista rielabora “una partitura armonica fatta di tempi differenti: l’avanzare del passato che si accresce e si protende sul futuro, producendo nuovi istanti, nuovi fotogrammi, nuovi stati della sensibilità”.

“Se la passione giovanile per il volo aveva già corroborato l’esigenza di aderire a una qualità aerea della percezione e della visione – in una inattesa concordanza tra la maniera atmosferica di Leonardo e l’andamento ardito degli amici futuristi – le indagini successive anelano ad una ulteriorità spaziale, che non investe necessariamente la profondità lacerante del supporto pittorico (come nelle coeve traiettorie milanesi) ma svela soluzioni nuovissime e personalissime, soprattutto meditate, solitarie, silenziose. Sono ipotesi che potremmo annoverare nel segno diuna dispersione, una metamorfosi, un’orizzontalità, una linea incrociata, una piega” [dal testo in catalogo].

L’esposizione è accompagnata da un catalogo e da una inedita conversazione in video con il curatore; entrambi i documenti sono prodotti da CRAC Puglia.

La mostra sarà visitabile dal 21 aprile al 24 giugno 2018, insieme alla collezione permanente, “PIANO EFFE - Archivio Storico Nazionale del Progetto d’artista”.


Inaugurazione: Sabato 21 aprile 2018, ore 18.30
Dal 21 aprile al 24 giugno 2018
Guido Strazza. Orizzonti
A cura di Roberto Lacarbonara
Catalogo CRAC Puglia - Taranto; Videointervista a cura di Grazia Amelia Bellitta.


CRAC Puglia | Centro di Ricerca Arte Contemporanea
Ex Convento dei Padri Olivetani (sec. XIII)
74123 Taranto (Italia), Corso Vittorio Emanuele II, 17
Orari di apertura: Mart-Ven 9.00-13.00, 18.00-20.00
Info: Tel / Fax 099-4713316 / 348 3346377 / 334 7921142 /
www.cracpuglia.it / info@cracpuglia.it / rocco.spani@gmail.com


pubblica: 

VANIA ELETTRA TAM. Aspirazioni al cubo


ASPIRAZIONI AL CUBO
INSTALLAZIONE ARTISTICA SUL CUBISMO PICASSIANO
di VANIA ELETTRA TAM

A cura di Carlo Micheli

evento collaterale della mostra
PICASSO E L'ALTRA META' DEL CIELO
in programmazione presso il Comune di Ostuni dal 24 aprile 2018

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA

Piazzetta Cattedrale
Centro Storico
Ostuni

24 aprile – 22 giugno 2018

INAUGURAZIONE IN GALLERIA 
MARTEDI’ 24 APRILE 2018
TUTTO IL GIORNO

L'evento cardine dell'estate ostunese è la mostra sul grande Pablo Picasso dal titolo "Picasso e l'altra metà del cielo" che l'Amministrazione Comunale inaugurerà martedì 24 aprile e vedrà coinvolti in contemporanea tre paesi: Ostuni, Mesagne e Martina Franca. Per dare maggior rilievo e risonanza al grande evento picassiano, la maggior parte delle mostre previste nel calendario della galleria ostunese ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA saranno un mero omaggio al grande artista, con rivisitazioni, performance e installazioni ad opera di artisti già sostenuti dalla stessa galleria che, in maniera collaterale, contribuirà attivamente ad arricchire l'estate ostunese. Il primo evento quindi che apre la stagione estiva in galleria è affidato all'artista milanese VANIA ELETTRA TAM che in una personale installazione dal titolo ‘Aspirazioni al cubo’ ironizza e rivisita una ipotetica vita privata in casa Picasso.

Ecco come il curatore Carlo MICHELI descrive l'opera:
«Per un eccesso di zelo o per la spropositata potenza del proprio aspirapolvere, Vania Elettra Tam ha risucchiato un'opera di Picasso (o forse ne è rimasta risucchiata) ed ora vi si trova immersa, intrappolata. Sbuffa, attonita e inerme... Da quella situazione cubista non si può evadere, se non trovando un varco illogico e fantasioso... Come Alice, Vania è rapita ed estasiata da questa improbabile situazione... certo avrebbe preferito un ruolo da principessa cattiva, che le si confà maggiormente, ma pure l'idea di fare la colf per il signor Picasso non è da disprezzare, se non fosse per quel mal di schiena pungente e fastidioso... Vania è un'artista e gli artisti sanno disattendere e mischiare le unità di luogo, di tempo e di spazio e così avverrà per l'evasione dal cubo picassiano. Utilizzando una tecnica iperrealista ritroverà la propria tridimensionalità e potrà tornare nel mondo reale, creando un proprio doppio, condannato a rimanere all'interno del dipinto. Lo stesso dicasi per il violino, sfuggito alla bidimensionalità della tela e caduto ai piedi dell'opera di Tam, silenzioso testimone di una situazione forse irripetibile».


ASPIRAZIONI AL CUBO
INSTALLAZIONE ARTISTICA di VANIA ELETTRA TAM

Evento collaterale della mostra
PICASSO E L'ALTRA META' DEL CIELO
in programmazione presso il comune di Ostuni dal 24 aprile 2018

INAUGURAZIONE IN GALLERIA: martedì 24 aprile 2018, tutto il giorno
Dal 24 aprile al 22 giugno 2018

GALLERIA ORIZZONTI ARTECONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
E-mail: info@orizzontiarte.it
FB: Orizzontiartecontemporanea


Communication manager
Amalia Di Lanno
info@amaliadilanno.com
 

martedì 17 aprile 2018

CAPOVOLTO di GIUSEPPE NEGRO nell'ambito del progetto CEILINGS. MUSEI IN RETE


Venerdì 20 aprile, alle ore 18.00, presso il Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza si svolgerà il secondo momento dedicato a Capovolto, installazione site specifc di Giuseppe Negro, nell'ambito del progetto Ceilings, promosso dall'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e finanziato dalla Regione Calabria. Dopo la presentazione dello stesso e dell'attività laboratoriale svoltesi a marzo, in questa nuova occasione, alla presenza della direttrice del Museo Maria Cerzoso, del Direttore dell'Accademia Vittorio Politano, del curatore del progetto Simona Caramia e di Giuseppe Negro, si darà risalto alla poetica di un raffinato artista calabrese, la cui ricerca si sta consolidando sempre più nello scenario contemporaneo nazionale.
Già docente di Decorazione presso l'Accademia di Belle Arti di Bari, da anni il lavoro di Negro si caratterizza per la vocazione al recupero, per la rilettura e la rivisitazione di quanto attiene al passato: una sorta di metodologia, che si sostanzia della necessità di far rivivere la memoria sopita dal tempo e minacciata dall’oblio. Ogni intervento diventa non mera violazione di una forma, ma trasformazione del dato reale precostituito, per accrescerne il valore con un gesto artistico carico di appropriazione e tutela. Ne offre esempio Capovolto, una struttura composta dall'assemblaggio di tessere, dipinte di colori scuri (per richiamano il colore nero del legno bruciato che è solito usare l'artista nei suoi lavori). Nell'opera le tessere sono metaforicamente unite dallo sviluppo di linee intrecciate giustapposte ed aggettanti rispetto alla struttura, che richiamano visivamente le fibule serpeggianti in ferro, presenti come reperti nella collezione del Museo. L'intervento site specificè per l'appunto un'architetturacapovolta che si intreccia in un dialogo serrato con la collezione permanente, tracciando l'anima di una nuova struttura ambientale ed atmosferica. L'opera, di grandi dimensioni, sovrasta lo spazio, senza invadere, ma adagiandosi ed inglobandolo gradualmente, sino ad abbracciare idealmente anche il fruitore. Parte del tutto, il visitatore è incitato a raccogliersi in un momento di riflessione, ulteriore caratteristica del fare arte di Negro, per cui la meditazione in silenzio è il presupposto di ogni azione: poiché per poter agire è necessaria una sorta di spontaneità che implica una difficile e silenziosa pratica di annullamento, di presa di distanza dalle cose del mondo, fino al punto in cui la mente abbraccia in uno stato di quiete la totalità della propria esistenza.

Capovolto è parte integrante di Ceilings, che mira al consolidamento della rete museale caabrese, attraverso una serie di interventi permanenti di arte contemporanea e di attività laboratoriali; il progetto vanta un accordo di valorizzazione con il Polo Museale della Calabria, con il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide di Sibari, il Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia, il Museo Archeologico Nazionale di Monasterace, nonché il patrocinio di Provincia di Catanzaro, Comune di Catanzaro – Assessorato alla Cultura di Catanzaro, Fondazione Rocco Guglielmo di Catanzaro, Museo MARCA di Catanzaro, Di.Co. - Servizi Museali MARCA di Catanzaro, Comune di Cropani, Comune di Tiriolo, Comune di Cosenza, Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, Cooperativa ViviKaulon.

Nei mesi successivi (maggio-giugno), seguiranno una serie di attività laboratoriali dedicate agli studenti di vario grado (liceo e università) predisposte nell'ambito di Ceilingse condotte da Giuseppe Negro.



Giuseppe Negro
Catanzaro, 1974. Ha compiuto studi artistici. È docente di Decorazione presso l'Accademia di Belle Arti di Bari. Opera nel campo della sperimentazione visiva, collaborando con musei, gallerie e fondazioni d’arte. Le sue opere sono presenti in musei, collezioni pubbliche e private: tra cui Fondazione Volume di Roma, Museo MAON di Cosenza, Museo Centro studi sulla pittura di paesaggio europeo del Lazio di Olevano Romano (RM), Patrimonio dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, Patrimonio dell'Accademia di Belle Arti di Bari, Fondazione Rocco Guglielmo. Nel 2015 vince il Premio Internazionale Limen - VII Edizione, per la sezione Maestri di Calabria. Nello stesso anno, tra settembre-ottobre, partecipa alla I edizione di I martedì critici – residenza artistica -BoCs, sul lungofiume di Cosenza, e pubblica un quaderno d'artista, dal titolo Giuseppe Negro – Architetture. Tra le mostre collettive più recenti: Art Adoption, New generation, a cura di Tiziana Tommei, Palazzo Magini, Cortona (AR);La camera anecoica, a cura di Simona Caramia, Museo MARCA, Catanzaro; Segrete. Tracce di memoria, X edizione, a cura di Viana Conti e Virginia Monteverde, Palazzo Ducale, Genova; Dimensione fragile, a cura di Jasmine Pignatelli, Biblioteca Vallicelliana, Roma; Artificialia, a cura di Simona Caramia, Museo Archeologico Nazionale, Vibo Valentia; Le latitudini dell’arte. Germania – Italia, a cura di Virginia Monteverde, Palazzo Ducale,Palazzo Ducale, Genova; Olio d’artista, a cura di Francesco Sannicandro, Palazzo Tupputi, Bisceglie (BA); Shekinah. Giubileo straordinario degli artisti, a cura di Lara Caccia, Complesso Monumentale del San Giovanni, Catanzaro; Il segno della passione, a cura di G. Petruzzelli, Università Complutense, Madrid, Galleria dell'Accademia di Belle Arti, Bari; Parola d'artista, a cura di M. Vinella, Pinacoteca de Napoli, Terlizzi (Ba); Mimesi: Architetture in Natura, a cura di S. Caramia, in Expo Marche Centro d'Arte 2016, Convento di San Francesco, Monsampolo (AP); I'm on fire, a cura di M. Cavallerin, Galleria ElleBi, Cosenza; Premio Internazionale Limen – VII edizione, a cura di G. Bonomi, L. Caccia, G. Di Genova, E. Le Pera, Complesso Valentianum, Vivo Valentia; I martedì critici – residenza artistica, a cura di A. Dambruoso, BoCs, Cosenza IT’S ALL ABAUT PAPER, a cura di L. Madaro, A 100 Gallery, Galatina (Le); MCD’A V edizione, Marche Centro D’Arte Expo di arte contemporanea, a cura di N. Cingolani, Palariviera, San Benedetto del Tronto (AP).

CEILINGS. MUSEI IN RETE
a cura di Simona Caramia
20 aprile, ore 18.00

Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza
GIUSEPPE NEGRO. CAPOVOLTO

Vincenzo Marsiglia. Optical Room e Interactive portrait


L’Associazione Culturale Grand Hotel nell’ambito del Summeat Abruzzo – Festival del cibo e dei piaceri, che avrà luogo dal 21 al 24 aprile 2018 nell’incantevole cornice dell’Aurum di Pescara, presenta Optical Room e Interactive portrait, ovvero 2 interventi di arte contemporanea firmati dall’artista Vincenzo Marsiglia a cura di Marcella Russo.

Saranno proprio questi particolari lavori realizzati grazie al supporto di Metamer gas+luce, ad accogliere e introdurre i visitatori al Festival. Scegliere di presentarsi alle persone attraverso l’arte è una scelta audace, originale e affatto scontata, ed è qualcosa che mostra, soprattutto, la sensibilità culturale ed estetica sia degli organizzatori del Summeat sia Metamer gas+luce.

Possiamo affermare che l’idea di Summeatdi raccontare il cibo, il piacere e il senso del nutrimento, di fatto si sposa perfettamente con ciò che muove l’arte, emozioni innanzi tutto, perciò è importante sottolineare questa scelta perché entrambi tali mondi creativi raccontano delle cose dello spirito. Così per Metamer gas+luce, azienda del territorio credere nell’arte, ovvero investire nella promozione del proprio brand e dei propri servizi attraverso essa, significa immaginare un’esistenza illuminata dalla cultura. Non solo, Optical RoomeInteractive portraitrappresentano inoltre un modo innovativo per le aziende di proporre il proprio brand attraverso l’estetica dell’arte, portatrice di valori accattivanti ed eleganti al contempo, ma soprattutto di alto contenuto culturale.

Chi varcherà, dunque, la soglia dell’Aurum, si ritroverà letteralmente immerso nella Optical Roomdi Vincenzo Marsiglia, vera e propria stanza d’artista completamente personalizzata dal suo caratteristico simbolo della stella a 4 punte – una sorta di marchio identificativo con il quale l’artista da anni connota la propria arte, impresso su un tessuto simile alla carta con il quale saranno tappezzate tutte le pareti.
All’interno della stessa sulla sinistra ci sarà Minimal Op App, installazione tecnologica dove il pubblico potrà vedere la propria immagine riflessa entrando nell’opera dell’artista e sulla destra un lavoro più meditativo sull’arte. Qui troveremo infatti alcuni dittici di Marsiglia che mostrano come il suo segno possa trasformarsi ulteriormente assumendo i contorni di quello che normalmente identifichiamo come pittura.
Infine nell’Info-point di Metamer gas+luce troveremol’installazione Interactive portraitovvero un dispositivo elettronico, o meglio una App denominata Star App, ideata dallo stesso Marsiglia, che permetterà alle persone di divertirsi nel vedere la propria immagine riflessa e rielaborata sulI’IPad a plasmare un inedito e divertente ritratto digitale . il pubblico è invitato allo scatto di un selfie molto particolare che sarà veicolato sui social del Summeat.

#opticalroom #interactiveportrait #haveanexperience #summeatart #contemporaryart #vincenzomarsiglia #metameforart #marcellarusso #grandhotel


Vincenzo Marsiglia è un artista poliedrico: parte dall'unitarietà stilistica di un simbolo grafico semplice, quasi primitivo, che viene declinato per mezzo di tecniche sempre diverse, divenendo quasi un pretesto iconico per sperimentare il circostante e tutte le sue possibilità.


GrandHotel
Dal 2005 l’associazione promuove e realizza progetti culturali trasversali con particolare attenzione ai linguaggi del contemporaneo e al mescolarsi di saperi. Presieduta da Marcella Russo, già fondatrice della manifestazione culturale FUORI USO nel 1990, e dal 1995 della società Arte Nova Servizi specializzata nella produzione e organizzazione di eventi culturali, quelli inerenti l’arte contemporanea, l’associazione con sede a Pescara si pregia di avere lavorato con i più noti artisti a livello nazionale e internazionale.

Ufficio stampa
Russo//Paiato//Press
press@rp-press.it
letizia.paiato@rp-press.it

Contatti
+39 349 399 9037
+39 348 3556821

scheda tecnica
Titolo: Optical Room e Interactive portrait
Artista: Vincenzo Marsiglia
Curatore: Marcella Russo
Apertura: Sabato 21 aprile 2018 ore 10.00
Durata: Dal 21 aprile al 24 aprile 2018.
Orario: Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 18.00
SUMMEAT Abruzzo – Festival del cibo e dei piaceri
AURUM Largo Gardone Riviera
Pescara 65122
Mail: info@summeatfestival.com
Pagina FB: https://www.facebook.com/SummEat/
+39 085.8962629
METAMER gas + luce


lunedì 16 aprile 2018

Shelagh Wakely. A different kind of reality


a second enchantment - Gold, 1989-90, applied gold leaf on cut fabric, cm 156 x 155

La galleria Tiziana Di Caro è felice di ospitare la prima mostra personale in una galleria italiana di Shelagh Wakely (Madingley, UK, 1932 – London, UK, 2011), intitolata A different kind of reality. La mostra, curata da Paola Ugolini e organizzata in collaborazione con Richard Saltoun.

Shelagh Wakely è considerata una pioniera dell'installazione, ma la sua pratica include anche la scultura, il disegno, la pittura. La natura, trattata per l'aspetto fenomenologico è al centro della sua ricerca, una ricerca di carattere esplorativo, che la porta all'indagine di aspetti reconditi, ma anche effimeri della realtà, che spesso risultano connessi alla sfera emozionale.
Shelagh Wakely trascorse gran parte della sua adolescenza in Kenya, dove visse con la famiglia per poi rientrare in Inghilterra negli anni Cinquanta. Dopo una breve esperienza di studio legata all'agronomia decise di seguire la sua indole dedicandosi all'arte, studiando pittura e tecniche di stampa su tessuto, per poi approdare alla scultura nel 1972.

La scultura di Shelagh Wakely è essenziale, minimale, resa attraverso volumi sottili che sembrano sfidare la gravità. Questo approccio alla scultura lo ritroviamo sempre nell'intero complesso della sua produzione: i suoi disegni si caratterizzano per il tratto leggero, le sue pitture risultano spesso morbide e rarefatte, così come le sue installazioni.

La mostra A different kind of reality include diverse tipologie di opere pittoriche e disegni realizzate tra il 1973 ed il 1990. L'opera che apre il percorso espositivo è A second Enchantment - Gold, realizzata in collaborazione con l'artista brasiliano Tunga; i due si incontrarono nel 1989 stringendo un'amicizia e un sodalizio artistico molto intensi. Grazie a Tunga, Wakely divenne il punto di riferimento londinese per gli artisti brasiliani presenti in città, e questa fu l'ennesima esperienza di vita che ebbe grande influsso sulla sua produzione. A second Enchantment - Gold è realizzata con la foglia d'oro e rappresenta una sintesi puntuale del percorso di Wakely, in cui la scelta tecnica e formale della rappresentazione è funzionale ed evocativa di un'attitudine quasi lirica, connessa a dimensioni emozionali ancor più che visive. Tra le pitture esposte, Voices del 1985 trasferisce compiutamente l'idea di rendere, attraverso precise tracce visive, quanto invece non è decifrabile attraverso la vista. Così come accade nella serie di opere As yet Unnamed, drawings, in relazione alle quali la stessa artista si pronuncia con un vero e proprio statement: “Nel momento della creazione, la ricerca di ciò che fino a quel momento non ha ancora un nome è ciò che mi interessa”.
La mostra prevede inoltre una selezione di Thread drawings, piccoli disegni in cui la costruzione dell'immagine avviene con il filo, e in fine alcuni lavori della serie Nymphs, stencils da ritagli di giornale che rappresentano forse l'esempio più rarefatto del suo lavoro, tenue e sottile che in tutte le sue manifestazioni sembra presentarsi con cauta leggerezza senza mai perdere intensità e vigore.

Shelagh Wakely (Madingley, UK, 1932 – London, UK, 2011): some encounters with reality, Serpentine Gallery, Londra,1977; towards the inside of a container, ICA, Londra, 1979; the palace was closed on Mondays, the fountains were not playing, Piwna 20/26, uno spazio all’avanguardia gestito da artisti a Varsavia,1980, che ha portato per la prima volta il suo lavoro in un contesto internazionale; if a fan becomes a fountain, John Hansard Gallery, Southampton, 1982; curcuma sul travertino, British School, Roma, 1991; aguadorado, Museu do Acude, Rio de Janeiro, 1993; l’installazione per esterno rainsquare, South London Gallery, 1994; like gold dust, 8 artists working with gold, Angel Row Gallery, Nottingham, 2002; la recente ed esaustiva retrospettiva A View from a Window al Camden Arts Center, Londra, 2014 e il solo show presentato dalla galleria Richard Saltoun di Londra nella sezione Decades della Fiera Miart 2017.

Shelagh Wakely. A different kind of reality
a cura di Paola Ugolini
fino al 19 maggio 2018


Piazzetta Nilo, 780134 Napoli - IT
ph. +39 081 552 5526

Paula Kamps. Transit Papers - Aftermath of an Ideal's Removal


Sabato 21 aprile alle ore 12:00 Spazio NEA, in collaborazione con Dino Morra, inaugura “Transit Papers – Aftermath of an Ideal's Removal”, personale di Paula Kamps. La prima mostra napoletana della giovane artista di Colonia sarà visitabile fino al 31 maggio.
Scrive Valentina Apicerni: «In questa epoca della post-verità in cui si dice che i “fatti oggettivi” siano meno influenti nel formare l'opinione pubblica e la personale e spesso (in)coerente posizione sociopolitica, rispetto ai richiami di sensazioni ed emozioni, non si può parlare di semplice falsificazione, ma del dirottamento delle percezioni verso l’esperienziale, dal marketing all’educazione, passando dagli stili e le esigenze che diventano sempre di più individualizzate.
Pur se il termine è emerso in relazione alla cultura politica e propagandistica, con il conseguente techlash a cui stiamo assistendo, si può forse affermare che le pratiche artistiche hanno quasi sempre viaggiato “oltre” la verità verificabile e oggettivabile, e che gravitando su questa frequenza si inseriscono agilmente, più che in altri periodi, nell’attuale contesto storico culturale.
La risonanza tra forme e colori è già di per sé l’incorporazione di un’ideale o di un virtuale, così come mi scrive Paula Kamps: «spesso il mio processo inizia con il dividere la superficie del supporto creando campi di colore, la cui composizione porterà alla resa finale. Lavorare con forme e campi di colori consente a qualcosa di “diventare” visibile o meno. È questo ad affascinarmi».
In Transit Papers, la serie di lavori presentati, che non esauriscono la sua ricerca e produzione artistica, ma che ne costituiscono una variante, combinano l’uso di serigrafia, inchiostro ed acquerello, quest’ultimi scelti poiché accomunati dalla loro proprietà, tramite diluizione, della trasparenza.
Nonostante le numerose sovrapposizioni che si possono realizzare con questa tecnica, la capacità di nascondere o coprire è limitata, e le immagini restano in una continua ambivalenza tra i piani di profondità.
I segni e le figure si compenetrano, “l’errore” non è cancellabile, la prospettiva è apparente.
L’effetto della luminosità non è infatti ottenuto attraverso la stratificazione di piani di colore, ma risulta dal colore stesso che si deposita sulla carta, lasciando la traccia di qualcosa che viene evocato ma mai completamente circoscritto: «la luce è la condizione del visibile, e provare a ricrearne l’illusione funziona davvero bene con i colori ad acqua che derivano principalmente dall’immaginazione».
Non è una casualità che i colori ad acqua abbiano da sempre affascinato e siano stati scelti come medium privilegiato da molte ricerche sul sacro, per trasportare su un supporto fisico le orme di una dimensione interiore o invisibile. Dal tempo dell’epoca Vittoriana con figure come la Houghton, passando per Steiner che reinterpreta la teoria dei colori di Goethe ed artisti come Kandinsky, fino a Morandi che verso la fine della sua vita abbandonò quasi completamente la pittura dedicandosi ai disegni ad acquerello su carta, che gli consentirono di ritrovare finalmente l’equilibro da lui sempre ricercato tra l’incompiutezza visiva delle impressioni e la precisione dei linguaggi formali, attraverso, ancora una volta, la trasparenza.

«Tutto ciò che percepiamo diviene parte della nostra realtà, quindi oggetto di riflessione, emotiva o intellettuale. Muoversi tra la razionalizzazione delle emozioni, e all’altra estremità essere sopraffatti da esse è dove colloco il mio lavoro, l’oscillazione dove voglio portare lo spettatore, risvegliando in lui/lei una situazione[…] Le informazioni visive che i nostri occhi consegnano al cervello sono in realtà bidimensionali, e solo i processi neuronali aggiungono la terza dimensione, che sperimentiamo con i sensi diversi dalla vista».

L’immaginazione attiva non è mai un'evasione dalla realtà ma un esercizio di traduzione, la rappresentazione del confronto dialettico e indotto tra coscienza ed inconscio, espresso nelle sue forme paradossali di sintesi, un riflesso di significati e valori. A differenza del fantasticare che presuppone contrariamente finzione e atteggiamento passivo, con Elémire Zolla. Un lessico simbolico, che si appropria di elementi intuitivamente riconoscibili nella cultura occidentale (chiavi, clessidre, mani) estratti dalla memoria collettiva o dall’iconografia tradizionale delle opere e delle illustrazioni antiche. Questi simboli entrano in relazione diretta con qualsiasi osservatore, ma richiedono anche lo sforzo di assimilarli e completarli, poiché sono immagini in potenza.
“Le immagini potenziali che - come sostiene Gamboni - giocano sull'intercambiabilità delle posizioni tra artista e spettatore, corrispondono all'ideale democratico nell'ordine politico”. Così, se da un lato siamo stati obbligati a ripensare alla creatività artistica in rapporto a tecniche esoterico-spirituali, dall’altro bisogna provare a comprendere le incidenze e il senso che essa acquisisce oggi, essendo questo il lavoro di un artista contemporanea, che vive nella nostra attualità e in quella dell’Europa, fatta anche di esodi, muraglie e frontiere di filo spinato, la fittizia ascesa della classe creativa e quella reale dei partiti nazionalisti. Un’attualità in cui i confini delle carte geografiche scompaiono, e i documenti di transito aumentano. La conseguente rimozione degli ideali, non è però un processo irreversibile, ma bisogna chiedersi se siamo ancora capaci o abbiamo il coraggio di avere una visione di riscatto per il futuro, o se come scrisse Hesse, che nel suo di percorso disegnò più di tremila acquerelli: “nei periodi di grandi traversie ci si accorge con stupore che sono di più le persone capaci di morire per degli ideali che quelle disposte a vivere per essi”».

Paula Kamps(Colonia, 1990) è una giovane artista la cui ricerca e pratica spazia dalla pittura, alla serigrafia, alla scrittura. Dopo aver studiato filosofia presso la Freie Universität Berlin, si laurea alla Kunstakademie Düsseldorf con Elizabeth Peyton e consegue il master con Tomma Abts. Le sue ultime esposizioni collettive includono: Topophobophilia, Gallery 46, Londra 2016; Quando il paesaggio è in ascolto, Cappella dell’Incoronazione, Palermo, 2015; Imagine, Newcastle Space, Londra, 2015; Painting of Today, ArtSpace RheinMain, Offenbach, 2013. Tra le personali, ricordiamo: My Vain Plane, Kunsthaus, Mettmann, 2014; Gone Home, Lille Carl, Copenhagen, 2012. Nel 2016 partecipa al programma di residenza presso il LESP workshop di New York. Vive e lavora a Berlino.

titolo: Transit Papers- Aftermath of an Ideal's Removal
artista: Paula Kamps
durata: 21 aprile - 31 maggio 2018
dove: Spazio NEA, via Costantinopoli 53 / piazza Bellini 59 - Napoli
orario: lunedì - domenica dalle 9.00 alle 2.00 am
ingresso: libero
contatti: 081 18705839 | info@spazionea.it

Abolish Article 153. Annual art exhibition at The Hub Kuwait


Alexandra Zambon. I see you, I feel, I’m you, 57x29,5 cm, Lino printing on paper A/P






For the 4th year in a row, the abolish article 153 campaign, will be hosting their annual art exhibition  at The Hub. Every year we try to promote the work of young up and coming artists, and established ones, and provide a unique a platform to showcase their talents with pieces that are especially commissioned for our cause. As a small non-profit, we appreciate the financial support from all sources and our annual art show is an important fund-raiser for our campaign and to help the battered and abused women from all walks of life who look to us as their only source of assistance. We’re extremely grateful to all of the people who’ve stood by us over the years and believed in our cause, and to everyone who contributes to this show, that helps us shelter them, and finance their legal and psychological aid.

artists in exhibition:
Amira Behbehani , Talal Hamadah, Afsoon, Zainab Qabazard, Deena Qabazard, Negin, Om kalthoom Al-Alawi, Mohammad Alkhiraibet Aka (M.S.K), Mohammad Al-Hemd, Mohamad Omran, Sultan AlSamhan, Suhaila Alnajdi, Anas Alomaim, Abdullah Alotaibi, Othman Khunji, Reem Yassof, Fatma Abodoma, Musa Al-Shadeedi, Abdulla Alawadi, Fareed Abdal, Alexandra Zambon.

Italian artist Alexandra Zambon is present in this exhibition with three of her artworks. Below Alexandra Zambon’s art statement:

“If you give me your hand
I will show you how to be free”
Thandiswa Mazwai afro-Jazz Musician

I believe in the POWER that made her a Super Woman.
How do I represent this woman?
What does it mean to be a woman, a Super Woman.
A substitute in the place of a real woman, Wonder Woman is an idealistic icon who satisfies the societal image of the quintessential woman.
Sexy, young, beautiful, and bolstered by her exceptionalism, she is definitely a “walking contradiction of the competing demands placed on women’s shoulders today”.
The real power of the Woman is her kindness, the empathy, compassion and courage to fight for her rights.
The Super Women of the past, present, and the future are those who every day are dedicated to their work and their family as they nourish our society.
My work is a journey showing our deep and diversified universe made of feelings and love. it’s an ode to the marvelous feminine world that fascinates me every day.


Abolish Article 153. Annual art exhibition in Kuwait
Opening 16th of April, 2017 at 7-9pm

The HUB Gallery  (former FA Gallery)
Tel: +965 22 49 8999
Address: Sharq, Block 2, Gulf road, Villa 76, next to Al Amiri Hospital
Opening Hours: 10am-9pm