martedì 25 aprile 2017

Nino Longobardi. Apparenze




Con le opere di Nino Longobardi esposte a Castel del Monte e a Palazzo Sinesi, la morte torna in vita attraverso una rappresentazione che sdrammatizza il referto definitivo della scomparsa e ipotizza invece un suo riscatto mediante la sorpresa d’innesti sorprendenti e carichi d’ironia. 
Achille Bonito Oliva

La scultura di Nino Longobardi dialoga con i misteriosi spazi di Castel del Monte e si estende nel Museo Archeologico di Palazzo Sinesi a Canosa di Puglia nella mostra dal titolo “Apparenze”, curata da Achille Bonito Oliva e voluta dal Polo Museale della Puglia in collaborazione con Nova Apulia.
La mostra di Longobardi, coordinata da Dafna Napoli, si sviluppa in percorso di oltre venti opere distribuite tra esterni ed interni nei due livelli del castello fatto erigere dall’imperatore Federico II di Svevia nel XIII secolo.
Temi come la metamorfosi e il superamento dei limiti spaziali caratterizzano tutta la ricerca di Nino Longobardi che, attraverso la scultura, riesce ad attivare ribaltamenti di senso della materia e delle convenzioni di pensiero.
Scheletri, ossa, arti sospesi, creano un cortocircuito nell’innesto di materiali diversi e inaspettati come bicchieri, imbuti, strumenti musicali. Sequenze di teschi formano un coro, una testa adagiata su un piano evoca un poeta, una grande scultura collocata all’aperto presenta un Cristo deposto dalla croce e adagiato sul pavimento, sotto il cielo ottagonale del castello.
Diversi i lavori site specific, come il calco di un corpo umano che rimanda al monaco pisano Fibonacci ed ai suoi studi sui numeri e le sequenze matematiche.
E’ un omaggio a Federico II l’opera “Gute Schlafen Federico”, dove idealmente l’imperatore riposa su un letto posato su stratificazioni di oggetti, proprio nel castello da lui più amato.
La mostra si estende a Palazzo Sinesi di Canosa di Puglia, dove Longobardi ancora una volta si confronta con la storia, presentando lavori pittorici inseriti nella preziosa collezione archeologica.

Libero da qualsiasi condizionamento accademico, Nino Longobardi (Napoli, 1953) ha nutrito la sua formazione soprattutto attraverso la frequentazione di artisti come Carlo Alfano e Joseph Beuys, critici come Filiberto Menna e Achille Bonito Oliva e galleristi internazionali. In particolare l’incontro, nel 1968, con Lucio Amelio apre un sodalizio che continuerà fino alla scomparsa del gallerista nel 1994. Nel 1980, subito dopo il terremoto in Campania, crea l’opera “Terrae Motus” – ora in collezione al muso MADRE di Napoli - che darà il via alla creazione dell’omonima celebre mostra.
Nell' 82 partecipa ad Italian Art Now : an American Perspective, al Guggenheim di New York, ed a Avanguardia e Transavanguardia alle Mura Aureliane a Roma. Seguono le mostre all'Istituto d'Arte Contemporanea di Boston e alla Fondazione Mirò di Barcellona ('83), alla Nationalgalerie di Berlino ('86), al Grand Palais di Parigi ('87) e al Museo d'Arte Contemporanea di Copenaghen ('88). Diverse le personali come a Palazzo Reale di Milano (1998) a Castel Nuovo di Napoli (1999), alla Galleria Civica di Modena (2000) e al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2001). Nel 2013 espone al Museo Nazionale di Capodimonte. Nel 2015 partecipa alla 56^ edizione della Biennale di Venezia, invitato da Vincenzo Trione nella mostra Codice Italia nel padiglione nazionale.

La mostra s’inserisce in un’articolata offerta culturale del Polo Museale della Puglia che prevede inediti abbinamenti tra arte contemporanea e musica. In programma a partire dal mese di aprile: al Castello Svevo di Bari una mostra omaggio al grande tenore Tito Schipa curata da Tito Schipa Jr e Gianni Carluccio e organizzata da Nova Apulia. Sempre al Castello Svevo di Bari saranno esposte le fotografie di Carlo Gavazzeni Ricordi. Nel Castello Svevo di Trani l’esposizione di Brian Eno, curata da Valentina Bonomo. Nel Castello di Gioia del Colle le opere di Umberto Mastroianni e all’Acropoli del Parco Archeologico di Egnazia quelle di Gregorio Botta. Le esposizioni sono organizzate da Il Cigno GG Edizioni in collaborazione con Nova Apulia. 


Dal 23 Aprile 2017 al 31 Ottobre 2017
ANDRIA | BARI
LUOGO: Castel del Monte (Andria) / Palazzo Sinesi (Canosa di Puglia)
CURATORI: Achille Bonito Oliva
ENTI PROMOTORI:
Polo Museale della Puglia
+39 3883036000

pubblica: 

giovedì 20 aprile 2017

Lucilla Carcano Elisabetta Pastorino Wunderkammer





Lucilla Carcano

Elisabetta Pastorino

Wunderkammer

 

 

22 aprile  - 11 maggio 2017
 
 
 
Per la prima volta a Mantova si potranno ammirare le opere delle due artiste genovesi: Lucilla Carcano e Elisabetta Pastorino alla Galleria Arianna Sartori, in via Cappello 17, dal 22 aprile all’ 11 maggio 2017.
L’interessante mostra “Wunderkammer”, che vede esposti acquerelli di Lucilla Carcano e incisioni di Elisabetta Pastorino, si inaugurerà Sabato 22 aprile alle ore 17,30.
 
WUNDERKAMMER
La mostra presenta una rassegna di incisioni ed acquarelli su carta o pergamena delle artiste genovesi Lucilla Carcano ed Elisabetta Pastorino. Dopo aver percorso itinerari formativi diversi e complementari, le due artiste si incontrano qui in un comune spazio emotivo e tematico.
Programmatica è per entrambe la scelta di dedicare l’attenzione dello sguardo alla storia naturale. La loro indagine si focalizza su minuti soggetti, siano essi frutti, insetti, piume o conchiglie, foglie cadute dal ramo o fiori appena sbocciati: essenze incontrate nell’assidua esplorazione di boschi e sentieri, oggetti naturali raccolti e conservati nella luce dell’atelier.
Grazie ad una profonda e disinvolta confidenza con la pittura ad acquarello e con le tecniche calcografiche le autrici decodificano la complessità, talora sconcertante, di queste architetture organiche per riproporla, trasfigurata dalla meraviglia dello sguardo, nel linguaggio semplice ed immediato del segno e del colore. Frammenti apparentemente trascurabili acquistano la dignità di elementi fondamentali, in quanto parte di una Natura dalla quale tutto procede ed alla quale tutto ritorna.
È, quello di queste due artiste, un mondo di silenzioso incanto e di curiosa complicità con le creature vive che animano il loro spazio interiore e vi manifestano istanti della propria segreta essenza.
 
 
 
“È proprio questa acuta percezione che impone a Lucilla Carcano una fedele aderenza a soggetti semplici e di piccole dimensioni indagati a distanza ravvicinata – quasi il suo occhio si avvalesse di un ideale microscopio munito di lente poetica, che costituisce una delle novità più originali del suo linguaggio visivo”.
(Lucia Tomasi Tongiorgi)
 
 
“Fortunato colui che intende la segreta lingua dei fiori e delle cose mute”.
(citazione da Baudelaire su un ex libris dedicato ad Elisabetta Pastorino dall’artista Paola Ginepri)
 
 
Lucilla Carcano
Nata nella provincia di Torino, studia a Roma dove si laurea in Scienze Biologiche.
Attualmente vive e lavora nella provincia di Genova.
Suoi lavori sono presenti nelle collezioni di Hunt Institute for Botanical Documentation di Pittsburgh, Lindley Library di Londra, New York State Museum di Albany, Museo della Grafica di Pisa.
Nel 2006 a Birmingham, nell’ambito del BBC Gardeners’ World Live, la sua serie di otto acquerelli su pergamena dedicati alle galle viene premiata con la Gold Medal della Royal Horticultural Society e con il Best in Show Award.
Nel 2008 partecipa alla decima edizione di Focus on Nature, esposizione internazionale di illustrazione naturalistica organizzata ogni due anni dal New York State Museum di Albany. Il suo acquarello in mostra viene premiato con un Purchase Award. Nello stesso anno, due suoi lavori vengono selezionati per The Art of Botanical Illustration, presso i Royal Botanic Gardens di Melbourne.
Riceve a Lucca il Panterino d’oro nell’ambito del concorso internazionale Botalia 2010.
Nel 2011 è tra gli artisti selezionati per Green Currency, esposizione organizzata dall’Orto Botanico di New York in collaborazione con l’American Society of  Botanical Artists.
Nel 2013, insieme ad altri artisti italiani e stranieri, prende parte alla mostra  Arte Botanica nel Terzo Millennio, allestita nel Museo della Grafica di Pisa. Una selezione dei lavori esposti costituirà nel 2014 la sezione italiana di Botanical Art in the 21st Century, nella Shirley Sherwood Gallery ai Royal Botanic Gardens di Kew.
Nel 2015 espone “Autumn walks” al Botanical Art Show nella Lindley Hall a Londra.
Ha esposto presso Il Grechetto a Genova, Salamon a Milano, Studio Arti Floreali a Roma, Villa Carlotta a Tremezzo.
È presente in numerose collezioni private in Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti.
 
Elisabetta Pastorino
Nata a Genova nel 1969, diplomata all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Pittura di Genova, ha poi continuato la sua formazione nel campo del Restauro e della Deco-
razione pittorica. A Firenze ha partecipato a uno stage di restauro di 6 mesi presso “Opificio delle Pietre Dure”.
Abilitata all’insegnamento delle Discipline Pittoriche, insegna Discipline Pittoriche nei Licei Artistici genovesi.
A Genova ha un suo studio dove dipinge, incide e stampa i propri lavori e dove organizza Laboratori artistici per bambini. Collabora con La Sezione Didattica di “Palazzo Ducale” di Genova per la progettazione e realizzazione di Laboratori artistici per le scuole. Svolge la sua attività artistica nel campo della pittura, dell’incisione calcografica e della decorazione. Il soggetto dominante nella sua produzione artistica, nella pittura quanto nell’incisione, è la rappresentazione di soggetti naturali, sia composizioni di fiori o di frutti che di piccoli frammenti. Le tematiche sono analizzate sia con un interesse per il particolare na-
turalistico, la forma, il colore, ma anche per l’atmosfera dello spazio circostante che li accoglie.
Fa parte dell’Associazione Incisori Liguri.
Le sue opere sono presenti presso il Gabinetto di Stampe Antiche e Moderne di: Bagnacavallo (Ra), Cremona, Museo di Villa Croce - Genova, Bassano del Grappa (Vi), Campobasso, Cavaion Veronese, Archivio Sartori - Mantova. A Genova le opere sono presenti presso la Galleria d’Arte “Il Basilisco”.
Segnalata nel 1999 al Concorso “Giovani incisori italiani” (Museo Villa Croce - Ge), ha partecipato a numerosi concorsi e mostre d’incisione e pittura (cit. “Affordable Art Affair” - Amsterdam con Galleria Il Basilisco, Mostra “Venti di Liguria” Spazio polivalente “Corte Torcolo” Cavaion Veronese (Vr), “Biennale dell’Incisione Contemporanea” Palazzo Sturm - Museo Remondini - Bassano del Grappa (Vi), Mostra “Aspetti dell’Incisione oggi in Italia” IX edizione Villa Altan - Gaiarine (Tv), “III Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea” Pinacoteca Dinamica - Campobasso, Mostra “Incisione Italiana under 35” A.D.A.F.A. - Casa Sperlari - Cremona, ecc.) ha organizzato varie mostre personali d’incisione e pittura e partecipa ogni anno alla “Rassegna dell’Associazione incisori Liguri”.
 
 
Galleria Arianna Sartori - Mantova, via Cappello 17. 

Dal 22 aprile all' 11 maggio 2017.
 
 
 
 
 
 

Fondazione Sassi: "Luce – L’immaginario italiano a Matera" dal 22 aprile al 15 settembre 2017

 
 
 
Luce – L’immaginario italiano a Matera
 
dal 22 aprile al 15 settembre 2017
alla Fondazione Sassi e nell’ex ospedale di San Rocco
via San Giovanni vecchio n. 7 - rione Sasso Barisano  e piazza San Giovanni - Matera
La Fondazione Sassi organizza nella città dei Sassi la mostra dell’Istituto Luce - Cinecittà : video e immagini che raccontano come si è mostrata l’Italia dal 1924 e che rivelano il Paese reale .
Un’ampia sezione, ospitata nei locali della Fondazione Sassi, è dedicata alla città di Matera e alla Basilicata.
 
Dal 1924 L’Unione Cinematografica Educativa, L.U.C.E., ha raccontato l’attualità del Paese attraverso le immagini dei cinegiornali e dei documentari. Oggi, l’Istituto Luce – Cinecittà è la più antica istituzione di cinema pubblico al mondo e, con un archivio di decine di migliaia di filmati e tre milioni di fotografie, un patrimonio di immagini impareggiabile per quantità e ricchezza di temi. Nel 2013 il fondo ‘Cinegiornali e fotografie dell’Istituto Nazionale L.U.C.E.’ è stato inserito nel Registro Memory of the World dell’UNESCO. Ed è parte di questo corposo archivio che, dal 22 aprile, sarà aperto al pubblico a Matera.
Luce – L’immaginario italiano a Matera, a cura di Gabriele D’Autilia (curatore scientifico e testi) e di Roland Sejko (curatore artistico e regia video), è la mostra che si potrà visitare dal 22 aprile al 15 settembre 2017 in due sedi espositive : l’ex Ospedale di San Rocco – in piazza San Giovanni – ospiterà video, fotografie, istallazioni e pannelli esplicativi dedicati all’Italia ; la Fondazione Sassi - in via San Giovanni Vecchio n.7 nel rione Sasso Barisano – ospiterà materiale video e fotografico, anche inediti, sulla città dei Sassi e la Basilicata.
La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni. Per informazioni su orari, biglietti e modalità di visita si può consultare il sito : www.fondazionesassi.org
 
LUCE – L’immaginario italiano a Matera, racconta l’evoluzione dell’Italia e degli italiani attraverso un un flusso continuo di immagini. Grandi pannelli organizzati secondo un ordine tematico-cronologico, su cui in più di 20 schermi sono proiettate speciali videoinstallazioni, montaggi realizzati ad hoc di centinaia di filmati dell’Archivio storico Luce. Accanto alle immagini in movimento, più di 500 splendide fotografie dell’Archivio fermano dettagli e momenti significativi, mentre pannelli di testo approfondiscono l’analisi storica e linguistica dei video. Un percorso visivo e uditivo di notevole impatto, che fa sì che ogni visitatore si confronti con un’immagine differente, e in cui ciascun video dialoga con quelli vicini per analogie e differenze. Una serie di parole-chiave lega l’itinerario. Si va così dagli anni ’20 di città/campagna, ai ’30 di autarchia, uomo nuovo, architettura, censura e propaganda. Si arriva a Guerra e rinascita, Cassino (icona della brutalità distruttiva delle guerre), vincitori e vinti (con sequenze poco conosciute e straordinarie, anche a colori, dell’ingresso degli alleati non solo a Roma, ma anche nelle profondità del Paese), modernità/arretratezza (un parallelo significativo di immagini dell’Italia anni ‘60), giovani, economia, corpi politici, neotelevisione, e tante altre. L’ultimo spazio dell’esposizione è interamente dedicato al Cinema: con centinaia di foto di registi, attori, set, e una preziosa selezione di trailer e backstage di film.
Se questo è il corpus principale della mostra, già esposto a Roma, Mantova e Catania e che a Matera è allestito all’ex ospedale di San Rocco, nella città dei Sassi, nei suoi antichi rioni in tufo, sarà possibile ammirare una ricca sezione di materiali inediti dedicati alla Basilicata e a Matera.
Nei locali di via San Giovanni Vecchio della Fondazione Sassi, fotografie e video raccontano tradizioni e vita a Matera. Immagini girate nel 1937 mostrano la festa per elezione dei materani : le celebrazioni in onore della Madonna Maria Santissima della Bruna, con i cittadini che attorniano il carro trionfale in piazza Vittorio Veneto e alla Cattedrale. E ancora : la visita del duce a Matera e quella del Presidente del Consiglio De Gasperi, la Riforma Fondiaria, la nascita di nuovi borghi da La Martella a Gaudiano, la costruzione delle dighe, l’emigrazione, sono solo alcuni dei temi del ricco materiale fotografico e video presente nella mostra.
Matera è soprattutto i Sassi. E sono gli antichi rioni cittadini a essere protagonisti del film nato dall’inchiesta del giornalista Sandro De Feo e che venne diretto nel 1951 dal regista Romolo Marcellini. La mostra LUCE – L’immaginario italiano a Matera ha il pregio di rivelare aspetti inediti dei lavori che si realizzavano su Matera in quegli anni. Il film di Marcellini ha una vicenda distributiva (ricostruita da Marco Bertozzi) che esprime bene lo spirito dei tempi. La commissione di censura concede il nulla osta per l’Italia ma, di fronte a una richiesta di esportazione in Gran Bretagna, chiede che «siano eliminate le scene in cui appaiono animali addetti ai lavori agricoli convivere nelle case degli abitanti in quanto esse possono suscitare errati e dannosi apprezzamenti sul nostro Paese ». Di Diverso parere saranno gli americani : le scene rimasero al loro posto.
Ideata e realizzata da Istituto Luce - Cinecittà, la mostra è organizzata a Matera dalla Fondazione Sassi con il sostegno di Regione Basilicata, Lucana Film Commission e Sensi Contemporanei. Provincia, Comune e Camera di Commercio di Matera e la Fondazione Matera – Basilicata 2019, hanno concesso il patrocinio.
Matera, 19 aprile 2017
 
Sissi Ruggi
 
addetto stampa
per la mostra “Luce – L’immaginario italiano a Matera”
della Fondazione Sassi
 
 
 
 

mercoledì 19 aprile 2017

LIGNUM HERO EST. Performance di Fabrizio Fontana e Paolo Loschi



LIGNUM HERO EST
PERFORMANCE ARTISTICA DI MOVIMENTO E COLORI

artisti:
FABRIZIO FONTANA E PAOLO LOSCHI

22 APRILE 2017
Nei pressi del Museo Civico di Ostuni
Via Cattedrale n. 17

due esibizioni
ore 20,00 e ore 22,00

A cura di
GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA Ostuni (Br)


I due artisti si confrontano sul problema della Xylella la cui offensiva risoluzione da parte degli organi competenti ha deturpato e oltraggiato il nostro territorio, colpendolo proprio nel suo emblema.

La performance offre un punto di riflessione sulla forza evocativa presente in ogni albero di Ulivo che, incarna, nella performance ma anche nell'immaginario collettivo, il romantico mito del supereroe.

All'ombra dell'ulivo posto al centro della scena, come una vera e propria vestizione, i due artisti coloreranno, in rispettoso silenzio, i tronchetti degli ulivi offesi, trasformandoli da semplici pezzi di legno in veri e propri Supereroi. Dalle loro mani nasceranno nuovamente Superman, Batman e Spiderman. Il mito del supereroe che si sacrifica per la società pur di salvarla viene esplicato con una sorta di nuova vita donata dagli artisti stessi ai tronchetti offesi ed inermi. Un ulivo millenario è duro ed è dolce, è ruvido ed è liscio, è contorto ma è anche fluido, si ammala ma alla fine guarisce e anche ridotto in pezzi la sua storia resta.

Lui subisce ma risorge, si offende ma risorge ancora, si fa fare a pezzi ma alla fine, come in passato, ancora una volta ci salva.... è un Supereroe.


Per informazioni:
GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
F: Orizzontiartecontemporanea

Foto credit: Walter Capone
walter.capone@gmail.com

Ufficio stampa
Amalia Di Lanno
 
 

Elena Bellantoni. DreamEscape


DreamEscape
un percorso tra pittura e video nella poetica di Elena Bellantoni
a cura di Saverio Verini
Testi critici di Antonello Tolve, Saverio Verini, Claudio Zambianchi

inaugurazione giovedì 20 aprile ore 18.30
20 aprile - 26 maggio 2017

La galleria Richter Fine Art ha il piacere di inaugurare, giovedì 20 aprile, DreamEscape, mostra di Elena Bellantoni a cura di Saverio Verini.

L’artista torna a Roma, dopo diversi anni, con una personale che accompagna lo spettatore in un viaggio “onirico”, dall'infanzia al presente, e che attraverso paesaggi e visioni ci parla di bellezza, natura e decadenza. Con DreamEscape Elena Bellantoni si misura con un mezzo a lei caro, la pittura, ma poco impiegato nelle sue mostre; un linguaggio coltivato quasi parallelamente e in maniera “appartata” rispetto, per esempio, al video. Un progetto che fa emergere un lato inedito della produzione dell’autrice, che afferma ancora una volta la volontà di sperimentare e cambiare volto al proprio lavoro, mantenendo tuttavia una forte coerenza concettuale. Per la serie di opere DreamEscape, da cui la mostra prende il titolo, l’artista espone dei dipinti di giovani donne nigeriane immerse in paesaggi lussureggianti; lo scenario apparentemente idilliaco è “sporcato” da dettagli che rivelano come la presenza delle ragazze in quel contesto sia legata al mercato della prostituzione. Grazia e degrado, innocenza e carnalità entrano nelle composizioni con la stessa forza, testimoniando l'attenzione e la forte spinta dell’artista verso temi politici e sociali.

Come afferma l’artista: «Il processo che ho messo in atto per questa mostra procede come sempre per strati e su vari livelli: quello visivo, personale, relazionale, sociale e politico. Ho lavorato a questa produzione pittorica con lo stesso approccio in cui lavoro ai video o alle mie performance».

La mostra continua al piano inferiore della galleria con il video The Beauty and the Beast. Anche nel video, il mezzo che forse maggiormente ne contraddistingue il lavoro, Elena Bellantoni ha sempre avuto un approccio “pittorico”, fatto di valori chiaroscurali, di ombre e luci, di immagini ricreate sapientemente. Di nuovo un lavoro sull’infanzia, la violenza e la natura che mostra una bambina mentre si aggira in un grande museo di scienze naturali, osservando animali impagliati e leggendo un estratto de La banalità del male di Hannah Arendt.

DreamEscape è infine anche un lavoro sull’identità. Il volto delle protagoniste non viene mai restituito, sia le giovani donne rappresentate, che la bambina presente nel video, sono spesso colte di spalle, celate; un lavoro sull'infanzia perduta, in cui l’elemento dell’esotico emerge al contrario: i dipinti infatti non nascono solamente dalla memoria del viaggio in Africa dell’artista ma anche da una serie di bozzetti e fotografie scattate sulla via Laurentina, che da Roma porta verso Anzio o rielaborate dal web. Le prostitute, da sempre corpo-oggetto, come le modelle per i pittori, si trasformano in qualcos’altro: non sono più rappresentate per il loro erotismo, ma in questo caso sono racchiuse nel loro mistero/sogno dando le spalle al mondo, denunciando la loro fragilità.

La galleria Richter Fine Art, a pochi passi da Castel Sant’Angelo, nasce per volontà di Tommaso Richter, trentenne, collezionista e appassionato d’arte, che ha avviato l’attività ristrutturando l’antica bottega di un fabbro, proprio accanto allo spazio espositivo dedicato all’antiquariato e gestito dalla famiglia: una prosecuzione quasi fisiologica dell’attività, che dall’arte antica arriva ai giorni nostri.

Tommaso Richter definisce fin da subito la direzione della galleria, che intende presentarsi come un “laboratorio” di sperimentazione attorno ai linguaggi della pittura e alle possibilità che il mezzo offre, come testimoniato dalla mostra collettiva Non amo che le rose che non colsi, aperta da ottobre a dicembre 2016 e la prima personale a Roma dell’artista iraniana Zanbagh Lotfi È stato forse ieri terminata il 21 marzo.

______________________________________________________________________________ Elena Bellantoni (Vibo Valentia, 1975) lavora tra Roma e Berlino. Laureata in Arte Contemporanea, studia anche Parigi e a Londra, dove consegue un MA in Visual Art al WCA University of Arts London. Approfondisce il teatro-danza e le arti performative: la sua ricerca si incentra sui concetti di identità ed alterità attraverso il linguaggio e l’uso del corpo come strumento di interazione. Tra le ultime personali: 2016, Hale Yella addio/adios, Viamoroni SpazioArte, Bergamo; 2015, Lucciole, Spazio Alviani, Pescara; 2014 Passo a Due, Careof DOCVA, Milano; Dunque siamo.., Fondazione Filiberto Menna, Museo Archelogico di Salerno. Tra le collettive: 2016, Beyond Borders. Transnational Italy, British School at Rome; The Picutre Club, American Academy in Rome; Al-Tiba9 Algiers, Bardo National Museum, Algeria; 2015, Capolavori dalla Collezione Farnesina; Uno sguardo sull’arte italiana dagli anni Cinquanta ad oggi, Museo di Arte Contemporanea di Zagabria, Croazia. Tra le residenze: 2016, Soma Residency, Mexico City, Messico; 2014, Careof Residency Program DOCVA, Milano. Tra i premi: 2009, Movin'up G.A.I., Torino con un progetto a Santiago del Cile; 2012, bando NGBK, progetto In Other Words, realizzato alla Kunstraum Kreuzberg Bethanien di Berlino. Collezioni pubbliche: nel 2014 entra nella Collezione Farnesina, presso il Ministero degli Affari Esteri, Roma.



Vademecum:
Titolo: DreamEscape
Artista: Elena Bellantoni
A cura di: Saverio Verini
Testi critici di: Antonello Tolve, Saverio Verini, Claudio Zambianchi
Luogo: galleria Richter Fine Art, vicolo del Curato, 3 – Roma
Inaugurazione: giovedì 20 aprile 2017 dalle ore 18.30, ingresso libero
Durata mostra: dal 20 aprile al 26 maggio 2017
Orari: dal 21 aprile al 26 maggio 2017: dalle 13.00 alle 19.30 dal martedì al venerdì e il sabato dalle 09.00 alle 20.00.

Email: tommaso.richter.85@gmail.com
Fb account: Galleria Richter Fine Art
Il catalogo sarà disponibile in galleria.

Ufficio Stampa: Chiara Ciucci Giuliani mob. +39 3929173661 email: chinapressoffice@gmail.com

pubblica: