mercoledì 22 novembre 2017

Frammenti senza tempo: vibrazioni cromatiche tra acqua e terra

Opera di Massimiliano Manieri

Frammenti senza tempo: vibrazioni cromatiche tra acqua e terra è un Festival di arti visive, sonore e performative contemporanee allestito dal 7 Dicembre 2017 al 7 Gennaio 2018 a Brindisi nel complesso monumentale di Palazzo Granafei-Nervegna. Organizzato da Primo Piano LivinGallery e curato da Dores Sacquegna, l’evento ha come partner istituzionale il Comune di Brindisi, e come partner culturale il CACT Centro di Arte, Cultura e Turismo, Dipartimento del Museo Atlantico dell’Isola di Lanzarote in Spagna.

Il titolo della manifestazione - mutuato dai frammenti archeologici presenti nella città di Brindisi– rievoca i luoghi delle sinergie universali tra terra e acqua, il rapporto tra antico e contemporaneo, la dicotomia tra identità e territorio, la differenza tra frammento e unicità, con opere e progetti inediti di circa 60 artisti nazionali e internazionali, molti dei quali presenti in prestigiose collezioni museali tra cui il Guggenheim di New York, il Miami Metropolitan Museum in Florida, il Muzeum Mycop in Russia. 

Inserita nel calendario culturale della città “Brindisi a Natale 2017 – l’evento multidisciplinare, attraversa ed esplora territori differenti tra arte, suono, performance, proponendosi come segno concreto di una società in continuo cambiamento, lanciando nuove sfide e trasportando il visitatore in connessioni immaginative. Un viaggio nella vita, nel colore, tra i confini di realtà e finzione, in sinergico dialogo con il territorio pugliese. Alla cerimonia di inaugurazione saranno presenti le autorità, gli organizzatori, e gli artisti provenienti da Europa, Asia, Medio Oriente, Russia, America Latina, Usa. Tre live performance animeranno la serata con teatro e sonorità sperimentali con i progetti dei pugliesi Massimiliano Manieri, Michaela Stifani e il musicista Max Nocco; dal Texas, la performer americana Jeannette Joy Harris. 

Il festival è diviso in tre sessioni di cui: “LANDGRAPHIE”, “LE STANZE RITUALI”, “3D PROJECT ROOM”. La sessione “LANDGRAPHIE” è dedicata alla Land Art, ed ospita i film di alcuni tra i più interessanti land-artisti contemporanei tra cui: Christo & Jeanne-Claude, Craig Dongoski, Pam Longobardi, Ulrike Arnold. In ANTEPRIMA NAZIONALE, il progetto completo di sette video di “SILSILA” dell’irachena Sama Alshaibi e il film “UNDER WATER SCULPTURE” dello scultore britannico Jason deCaires Taylor, conosciuto a livello mondiale per le sue monumentali sculture immerse nei parchi marini del mondo e che per una incredibile coincidenza ricordano i ritrovamenti archeologici nelle acque di Brindisi. Entrambi i progetti sono stati presentati in piccola parte nella recente Biennale di Venezia.

Le “STANZE RITUALI” - dedicata alle arti visive contemporanee - propone due filoni di pensiero tra tematiche universali (stanze energetiche) e tematiche sociali ( Identità e territorio). Nelle stanze energetiche le opere di Giulio De Mitri, Fernando De Filippi, Gino Fossali, Sonia Giavitto, Joseph Provan, Marianna Rydvald. Tra identità e territorio le opere di Michele Giangrande, Angioletta De Nitto, Andy Artyuhin, Marc Brousse, Dores Sacquegna,Jordi Rosado, Maria Antonietta Scaringella, Evgeniya Strygina, Laura Victore, Nel Ten Wolde, Beatrice Desrousseaux, Margarita Henriksoon, Paulina Sierra Salazar, Pam Longobardi, Alina Lutaeva, Paolo Cervino, Marina Kabisova & Asya Rilova, Galina Khandova, Cor Fafiani, Maria Luisa Imperiali, Sandra Miranda Pattin, Katarina Norling, Donato Bruno Leo, Fides Linien, Julia Skinner, Peter Liashkov, Silvia Maria Guarnieri, Vito Sardano. 

La sezione "3D PROJECT ROOM", è una piattaforma virtuale di progetti inediti, ed ospita le opere di Rosa Cruglez Sternmann, Teresa Olabuenaga; Victoria Isaulova, Elena Klyueva & Maxime Rybalko, Vladimir Kulikov & Natalia Kulikova, Veronika Litvin, Vitaliy Maksimenko, Gerard Frances, Andria Santorelli, Pep Manresa, Christel Sobke, Andrea Vargas, Cynthia Ruse, Stuart Ross Snider, Marianna Bartolomeo, Monte Wright.

Primo Piano LivinGallery, forte delle esperienze maturate, è da sempre impegnata nella costruzione di rapporti di collaborazione e partecipazione a supporto delle sue attività sia a livello locale, nazionale e internazionale, coinvolgendo nelle attività enti pubblici e media partner, che ne condividono missione e fini istituzionali.

opera di Giulio De Mitri

FRAMMENTI SENZA TEMPO
VIBRAZIONI CROMATICHE TRA ACQUA E TERRA
Festival di Arti Visive |Sonore |Performative
a cura di Dores Sacquegna
Palazzo Granafei-Nervegna, via Duomo 20 – Brindisi
Dal 7 Dicembre 2017 al 7 Gennaio 2018
Inaugurazione Giovedì 7 Dicembre Ore 18,00 - 22,00


Giorni e orari di visita:
Tutti i giorni dalle ore 9,00 alle ore 20,00. Ingresso libero
Info e Visite Guidate: Eliconarte tel: + 39 345 8155678
Info Primo Piano tel: +39 349 37 20 659
primopianospecialprojects.com  www.primopianogallery.com
Catalogo bilingue in mostra





martedì 21 novembre 2017

MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA “INFINITE TIME” PITTURA SCULTURA FOTOGRAFIA VIDEO INSTALLAZIONI a cura di Massimo Nardi


MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA  “INFINITE TIME”
 PITTURA SCULTURA FOTOGRAFIA VIDEO INSTALLAZIONI a cura di Massimo Nardi      
In collaborazione con la Pro Loco la Murgianella
con il Patrocinio morale del Comune  di Cassano delle Murge
Vernisissage 25 novembre 2017 ore 19.00
Palazzo Marchesale Miani Perotti – Pinacoteca dal 25/11/al 28 12/2017
espongono ENZO GUARICCI PASQUALE  GUASTAMACCHIA  MARIO COLONNA PINO COLONNA BEPPE LABIANCA   GIOVANNI CARPIGNANO PINO NAVEDORO  ROBERTO MONTEMURRO ANTONIO LAURELLI AMEDEO DEL GIUDICE LETIZIA GATTI
  
INTERVERRANNO:  Sindaco Maria Pia Di Medio il Presidente Club per Unesco di Cassano delle Murge  Mariolina Simone e la prof.ssa Dina Colaninno storica dell’Arte, il curatore Massimo Nardi  
Testo  di Maurizio Brunialti

A pochi mesi dalla collettiva ““At Full Blast – A tutto spiano” - che, oltrepassando i confini regionali, ha raggiunto anche Matera Capitale europea della Cultura per il 2019, Massimo Nardi torna con un progetto espositivo organizzato nei suggestivi spazi della Pinacoteca comunale Miani Perotti” di Cassano delle Murge. La scelta del claim “Infinite time” evoca, non a caso, quel “tempo infinito” che viaggia, senza sosta, verso mete metafisiche. Forte il richiamo a metafore ben presenti nelle arti (pittura, letteratura, cinema, scultura) non solo occidentali e non solo contemporanee. Il nastro di Nastro di Möbius, ad esempio: quel “nastro senza fine” molto presente nelle opere dello scorso millennio (quelle di Escher e Max Bill, giusto per citarne alcune), la cui potenza risiede nella capacità di costituire un modello efficace per la riflessione e la contemplazione, senza tempo.

“Infinite time” raccoglie come in un infinito e circolare abbraccio le opere di Enzo Guaricci, Beppe Labianca, Giovanni Carpignano, Pasquale Guastamacchia, Pino Navedoro, Pino e Mario Colonna, Antonio Laurelli, Amedeo Del Giudice e gli scatti realizzati nel paesaggio tra i più antichi del Mediterraneo, luogo dove sono presenti - da sempre - uliveti secolari, simbolo indiscusso della Puglia. Gli alberi millenari sono protagonisti e faranno da cornice all’esposizione. Ritorno alle origini. Tempo infinito.L’opera di “riciclo” di Carpignano ridona vita ad oggetti ed utensili dei nostri contadini facendoli diventare installazioni prestigiose ed originali, Labianca, artista poliedrico, riporta in luce mitici personaggi, sognatori, le cui sagome rappresentano e raccontano la nostra civiltà folclore cultura, Enzo Guaricci ironico genio con le sue mastodontiche e favolose sculture segnano la traccia indelebile. Artisti, questi ultimi, che hanno partecipato alla Biennale di Venezia, con opere presenti in strutture museali. Montemurro scultore genio indiscusso, la maestria di un eccellente artista Mario Colonna, la forza dei gravinesi Pino Colonna e Pino Navedoro artista seguito dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, Pasquale Guastamacchia raffinato pittore scultore appassionato alchimista, Amedeo Del Giudice nobile esperto della tecnica matita su legno inconfondibile la sua  ironia rappresentata nelle sue opere. Antonio Laurelli con la sua magica e affascinante pittura. La raffinata  fotografia di Letizia Gatti . Tutto questo è “Infinite time”: una collettiva che aggancia la propria ragion d’essere a temi radicali ed universali, una kermesse d’arte contemporanea di respiro internazionale aperta - fino a fine anno - in uno dei Comuni culturalmente più attivi dell’area metropolitana barese.
Info sorriso +39 347 7040555  segreteriasorriso.itsrl@gmail.com 

Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità


Inaugura il 25 novembre 2017 alle 18.00 al Foro Boario di Modena la mostra Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità a cura di Musei Civici di Modena e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Regione Emilia Romagna. L’evento espositivo si svolge nell’ambito del programma omonimo Mutina Splendidissima, dedicato alle celebrazioni dei 2200 anni dalla fondazione della città di Modena.

Definita da Cicerone firmissima et splendidissima, una delle più importanti colonie romane dell’Italia settentrionale, Mutina si trova al di sotto delle strade del centro storico, custodita dai depositi delle alluvioni che si verificarono in epoca tardoantica. Le celebrazioni del 2017 intendono rendere percepibile questa realtà sepolta attraverso una serie di iniziative che culminano nella grande mostra Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità che ne racconta attraverso nuove scoperte le origini, lo sviluppo ed il lascito che essa ha trasmesso alla città moderna. Un racconto, con un linguaggio accessibile a tutti, fondato su dati archeologici e storici esaminati con uno sguardo pluridisciplinare grazie alle collaborazioni di studiosi di diversi ambiti scientifici.

In mostra i reperti e le opere d’arte, accostati a preziose testimonianze provenienti da numerosi musei italiani, affiancano le ricostruzioni virtuali dei principali monumenti di Mutina (le mura, il foro, l’anfitetaro, le terme, una domus) realizzate a cura di Altair4 Multimedia e coinvolgenti videoracconti che fanno da contrappunto alla descrizione delle città dal periodo precedente la sua fondazione, avvenuta nel 183 a.C., alla decadenza verificatasi nella tarda età imperiale. Molte le novità che si presentano per la prima volta al pubblico, tra cui le decorazioni parietali con scene figurate tracciate con pigmenti pregiati e stucchi a rilievo, equiparabili per qualità a quelli provenienti da Pompei, esposte a fianco di elementi di arredo di elevato pregio artistico. Uno spazio significativo è dedicato alle testimonianze delle produzioni di eccellenza che le fonti attribuiscono a Modena: lucerne e laterizi, vino e quelle lane che erano tra le più pregiate e ricercate dell’impero, tanto da essere ricordate ancora nell’Editto dei prezzi, nel III secolo d.C. Un’intera sezione è dedicata ai profili dei Mutinenses, dai primi coloni ai cittadini emigrati in altre regioni dell’impero, svelati coniugando dati epigrafici e storici che consentono di ricostruire il profilo sociale multiforme e variegato della città.
Dati geologici, archeobotanici e archeozoologici, presentati attraverso un linguaggio comprensibile al vasto pubblico, permettono di conoscere l’assetto ambientale di 2200 anni fa; alluvioni e terremoti, che hanno profondamente mutato il paesaggio antico, soprattutto in coincidenza con la fine dell’impero romano e le invasioni barbariche, sono ora interpretati anche alla luce dei recenti fenomeni naturali che hanno profondamente colpito il territorio modenese e la pianura padana. 



La sezione dedicata al periodo tardo-antico e all’alto-medioevo affronta in modo problematico il tema della continuità della città antica e costituisce la cerniera tra le due parti di una mostra che affronta con coraggio e spirito innovativo la sfida della continuità tra dimensione archeologica e dimensione storico-artistica. Il tema dell’eredità viene sviluppato nella seconda parte dell’esposizione evidenziando alcuni momenti particolarmente significativi, attraverso opere d’arte e documentiprovenienti da diversi musei e biblioteche italiane, numerosi video e due ricostruzioni virtuali dedicate alle antichità esposte intorno al Duomo nel Rinascimento e alla perduta Galleria delle antichità di Francesco II in Palazzo ducale, anch’esse curate da Altair. La costruzione del duomo romanico a opera dell’architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo, nel quale il rapporto con l’antichità appare strettissimo, costituisce la giuntura tra la città antica e quella moderna. Il periodo rinascimentale è quello in cui più consapevole diventa il richiamo al glorioso passato romano della città, le cui vestigia sono pubblicamente esibite nei luoghi più significativi. Tra Sei e Settecento il tema si declina variamente tra passioni collezionistiche, richiamo a un’antichità esemplare e nascita della grande tradizione erudita legata al nome di Muratori, che culmina nel primo Ottocento con la creazione del Museo Lapidario Estense. La precoce nascita di una cultura scientifico sperimentale a metà Ottocento e la fondazione del Museo Civico in epoca post-unitaria determinano approcci diversi al recupero della città sepolta fino al progressivo affermarsi nel corso del Novecento di una coerente politica di tutela e valorizzazione

In questo percorso che collega passato e presente viene affrontata anche la dimensione del futuro attraverso il progetto “Capsule del tempo. Da Mutina al futuro”, che favorisce, attraverso la partecipazione diretta del pubblico, una riflessione sul ruolo imprescindibile della memoria nella costruzione della storia collettiva e delle storie individuali.   

Alla mostra Mutina Splendidissima allestita negli spazi del Foro Boario si collegano le iniziative curate dalle Gallerie Estensi. Presso la Biblioteca Estense apre il 26 novembre in Sala Campori la mostra Da Umanisti a Bibliotecari. Il Fascino dell’Antico nelle Collezioni Ducali che esplora il contributo che generazioni di umanisti, antiquari e bibliotecari hanno portato allo studio della cultura classica. Contestualmente sarà disponibile la nuova APP di guida al Museo Lapidario Estenseche attraverso un percorso narrato conduce i visitatori a scoprire la storia di questa importante collezione.
L’esposizione Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità si inserisce nel più ampio progetto 2200 anni lungo la Via Emilia, promosso dai Comuni di Modena, Reggio Emilia e Parma, dalle Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle sedi di Bologna e Parma, dal Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l'Emilia-Romagna e dalla Regione Emilia-Romagna.

Mutina Splendidissima. La città romana e la sua eredità
25 novembre 2017 – 8 aprile 2018
inaugurazione 25 novembre ore 18.00
Foro Boario, Modena

Informazioni
Musei Civici di Modena
Largo porta Sant’Agostino 337
musei.civici@comune.modena.it
tel. 059 2033122, fax 0592033110
www.museicivici.modena.it - www.mutinasplendidissima.it - www.2200anniemilia.it




Luca Ciarla + Enrico Zanisi all'Auditorium di Roma


Violino, pianoforte, elettronica e strumenti giocattolo =
Luca Ciarla + Enrico Zanisi.

Il 13 gennaio 2018 alle ore 21:00 all'Auditorium Parco della Musica di Roma Luca Ciarla ed Enrico Zanisi, un incontro artistico tra uno dei violinisti italiani più creativi e il pianista jazz del momento che promette di regalare emozioni profonde. Con un repertorio incentrato su brani originali di rara bellezza e composizioni estemporenee, i musicisti portano il duo violino & pianoforte in una nuova dimensione sonora; sul filo, in bilico tra musica contemporanea, jazz ed elettronica.

Con la partecipazione speciale di:
Marcello Allulli sax
Keziat video arte

Luca Ciarla
Violinista creativo e sorprendente, Luca Ciarla supera agilmente i confini tra i generi per tracciare un percorso musicale innovativo, una magica seduzione acustica in perfetto equilibrio tra scrittura e improvvisazione, tradizione e contemporaneità. Il suo stile inconfondibile lo ha portato ad esibirsi con successo in festival e rassegne concertistiche di jazz, classica e world music in più di 60 paesi al mondo; dal Montreal Jazz Festival al Performing Arts Centre di Hong Kong, dal Celtic Connections in Scozia al Festival Villa-Lobos di Rio de Janeiro, dal Melbourne Jazz Festival all’ Auditorium Parco della Musica di Roma. “…uno dei violinisti più interessanti che ci siano oggi sulla scena internazionale, in grado di spaziare tra generi e suoni diversi senza mai perdere il baricentro del suo inconfondibile stile”. la Repubblica

Enrico Zanisi
Nel 2012 Enrico Zanisi vince il premio Top Jazz come Miglior Giovane Talento, indetto dalla prestigiosa rivista Musica Jazz e nel 2014 si aggiudica il premio SIAE per la creatività. Da allora si è esibito nei principali festrival italiani quali Umbria Jazz, Festival MITO, Time in Jazz, Piano City, Crossroads, Roccella Jonica, Bergamo Jazz, Vicenza Jazz, Festival Mundus, Garda Jazz Festival, etc. Numerose anche le tournée all'estero, in paesi quali Brasile, Messico, India, Portorico, Zimbabwe, Tunisia, Marocco, Israele, UK, Norvegia, Germania, Polonia, Croazia, Svizzera, Austria, Romania, Albania, Francia, Portogallo. Incide regolarmente per la CAM Jazz. "Zanisi è la stella ... i suoi soli sono stupendi…i suoi brani originali, nei quali coesistono blues, bepop, swing e musica classica, sono composizioni profonde e complesse." Down Beat (Usa)

Auditorium Parco della Musica Roma
Luca Ciarla+ Enrico Zanisi
13 gennaio 2018 ore 21:00

Dettagli concerto:

Ordina qui TICKETS 

Amalia Di Lanno
Responsabile comunicazione ViolipianoMusic

lunedì 20 novembre 2017

Allegra Hicks. La geografia dell’anima

"la geografia dell'anima" 173 x 129 cm mixed media stampa su lino, inchiostro e ricamo in cotone



La galleria delle arti contemporanee Intragallery è lieta di ospitare nei suoi spazi espositivi di Napoli la mostra La geografia dell’anima, personale di Allegra Hicks, con testo critico di Mario Codognato, venerdì 24 novembre 2017, dalle 19.00 alle 21.00

Allegra Hicks, torinese di nascita, londinese d’adozione, napoletana nell’anima, ha studiato design a Milano e alla Parsons School di New York. Designer di fama internazionale, sono molto noti i suoi tessuti e oggetti d’arredo, caratterizzati dal suo personale linguaggio simbolico, ispirato alla natura.
Per la prima volta a Napoli, in questa mostra verrà presentata la vocazione artistica più intima dell’artista, la quale, utilizzando tutti i media a lei cari, ricamo, inchiostro, acquerelli, ha realizzato un corpus di opere dedicate e ispirate al suo prescelto luogo dell’anima. Con Napoli ha avuto da subito un incontro emozionale, una sorta di déjà-vu che le ha risvegliato un ricordo di appartenenza, sentendo la città come un luogo ritrovato, custode di un destino a lei affine.
La Hicks ha riconosciuto istintivamente l’animo femminile della Sirena, della Marianna che ha fondato la città e che la ancora abita, avvertendone istantaneamente tutto l’ardore, la passionalità, la bellezza e la sofferenza insieme, la sua magia e la sua ragione, la sua malìa e la sua astuzia. Per l’artista, Napoli è decisamente donna. Questa visione emozionale, questo suo riconoscimento, ha sentito l’urgenza di raccontarsi attraverso i distintivi segni e simboli del suo linguaggio, segni che ritroviamo dipinti ed in parte ricamati su estrapolazioni di planimetrie storiche della città, riprodotte su lino. E ancora, dialoghi con l’immaginario iconografico partenopeo sono stati reinterpretati dalla luce, che attraversa i ricami dei suoi lightbox, oggetti intesi come sculture che rimandano tracce del suo immaginario onirico, creando una sintesi di nuove suggestioni astratte e contemporanee. Parallelamente, in esclusiva per Intragallery, verrà presentata in mostra la sua inedita linea di gioielli-scultura, sulla traccia delle opere in mostra. 

LA GEOGRAFIA DELL’ANIMA
Allegra Hicks
dal 24 novembre 2017 al 27 gennaio 2018

Opening
venerdì 24 novembre 2017 Ore 19.00

L’artista sarà presente.

Via Cavallerizza a Chiaia, 57, 80121, Napoli

Vlatka Horvat. Surroundings


Renata Fabbri arte contemporanea è lieta di presentare Surroundings, la prima mostra personale in Italia e in galleria dell’artista croata Vlatka Horvat.

Nella mostra, che prende spazio all’interno di tutti i locali della galleria, Vlatka Horvat indaga la linea dell’orizzonte come potente e contraddittoria metafora; da una parte limite spaziale e confine, dall’altra meta a cui si aspira di giungere. Attraverso le opere realizzate con diverse forme e media – fotografie alterate, collage, sculture e fragili interventi ambientali - l’artista rende l’orizzonte confine liminare tra spazio e visibilità, segno o luogo di azioni in potenza future.

Utilizzando semplici gesti con i quali spesso lavora – tagliare e sottrarre, per poi ricollocare le parti degli oggetti e delle immagini, o ripararli con mezzi apparentemente inadeguati – Vlatka Horvat costruisce nuove e improvvisate incarnazioni dell’essere umano, del paesaggio, e di oggetti una volta funzionali. In tutte le opere presentate in mostra, l’artista segue dichiaratamente la duplice logica del connettere o interrompere linee particolari nelle immagini originali, nello spazio fisico, e nelle oggetti di uso quotidiano - sottolineando e rendendo visibili alcune caratteristiche formali e materiali degli oggetti stessi che dapprima “smantella” per poi ricostruire, seppur evocando il loro immaginario e le possibilità di associazione tra di essi. Attraverso la mostra Surroundings, l’artista rielabora, a più riprese, la linea come elemento centrale della composizione, per incorniciare e rendere leggibile la presenza umana nello spazio. La considera sia metodo per tracciare la nostra presenza, che traccia lasciata dalla nostra esistenza. In aggiunta al suo significato formale – la sua funzione di delimitare lo spazio, demarcare i limiti e tracciare traiettorie - la mostra si focalizza sulla linea anche come metafora di continuità, infinitezza, distanza, nonché segno del futuro, della possibilità e della fine.


Vlatka Horvat lavora attraverso un’ampia sfera di forme, scultura, installazione, disegno, performance, fotografia e testo. Ha presentato le sue opere in vari contesti – in gallerie, teatri, festival di danze e luoghi pubblici. Ha avuto mostre personali in istituzioni quali il Museums Sheffield (collaborazione con Tim Etchells), Wilfried Lentz Gallery (Rotterdam), CAPRI (Dusseldorf), Zak|Branicka Gallery (Berlin), MMC Luka/Galerija SC (Pula/Zagreb), Disjecta Contemporary Art Center (Portland), annex14 (Zurich), Boston University Art Gallery, Rachel Uffner Gallery (NYC), Bergen Kunsthall, the Kitchen (NYC). Le sono stati commissionati dei progetti di arte visuale dal Bard Center for Curatorial Studies (upstate NY), Bunkier Sztuki (Krakow), Art in the Public Space program of the City of Zurich, Kunsthalle Osnabrück, Marta Herford Museum, MGLC Ljubljana, VOLT (Bergen), the 53rd October Salon (Belgrade), Stroom (the Hague), Aichi Triennale (Nagoya), “Greater New York” at MoMA PS1 (NYC), Galerija Skuc (Ljubljana), the 11th Istanbul Biennale, le sue performance sono state riprodotte a livelli internazionale in teatri spazi di danza e festival. Dopo 20 anni in USA, vive e lavora a Londra. www.vlatkahorvat.com


SURROUNDINGS
VLATKA HORVAT
Inaugurazione lunedì 20 novembre 2017 ore 18.30
La mostra prosegue fino a sabato 20 gennaio 2018

Via Stoppani 15/c, 20129 Milano

pubblica: 

Mattia Novello. TUTTO TORNA - It makes sense



Ritorna a Milano Mattia Novello con una mostra personale negli ampi spazi della galleria AMY Darte spazio curata da Sabino Maria Frassà e con il Patrocinio di CRAMUM. L'artista, nato a Vicenza nel 1985, presenta in TUTTO TORNA - IT MAKES SENSE una nuova serie di lavori completamente inediti e pensati appositamente per l’ambiente che li accoglie.

Nei tre grandi ambienti in cui si divide la galleria milanese – che da sempre ci ha abituati ad esposizioni di livello museale con allestimenti di opere mai solo “inserite” ma riverberanti l’unicità dell’atto espositivo – opere come Space Telepathy (2017), I Love You (2017), Athomico (2017) connotano ogni angolo dello spazio. Le opere e lo spazio sono unite in una scansione plastico- scultorea di una realtà “aumentata” ad opera dell’artista: piegature, distorsioni, sovrapposizioni e modulazioni, articolate in più elementi sezionati o alternati, individuano inedite manifestazioni tangibili di forze altrimenti inudibili per quanto latenti e pronte a dichiarare la propria validità fisica. La concretezza delle materie basiche agisce come transfer la cui tensione minimale apre ad una rivoluzione del luogo dove “agiscono”. Il linguaggio espressivo si fonda così su un’essenza intrinsecamente installativa che rende l’opera nuova, altra e diversa a seconda del suo verificarsi nel dove e nel quando si presenta alla nostra percezione.

Come scrive Sabino Maria Frassà nel suo testo critico “In tutte le sue opere Mattia Novello cerca di cogliere l’essenza della realtà, arrivando alla conclusione che il tempo sia circolare, che il presente, il passato e il futuro coesistano in un unico eterno presente, che l’infinitamente piccolo sia al contempo infinitamente grande”.  Ore di lavoro sulla materia sono al centro del processo creativo e artistico di Mattia Novello, che da sempre esplora le qualità intrinseche a tutte le tipologie di materiali impiegati al fine di sollecitarne tutte quelle potenzialità fisico-espressive altrimenti inespresse.
Erede della tradizione “poverista” nell’uso dei materiali e nel rapporto tattile, e non solo concettuale, con gli oggetti di cui si appropria, Mattia Novello crea sculture nel loro uso dello spazio, vitali nella loro capacità di catturare energia anche attraverso un feedback ludico. Le sue opere nascono dalla manipolazione ingegneristico-poetica di materiali selezionati e di nuova generazione trasformati in utopiche installazioni. Il risultato è una mostra che non può che catturare e restituire a tutti noi rinnovata energia, vitalità e un approccio diverso alla realtà che ci circonda.

Dall’incontro tra l’artista e la progettualità della galleria milanese AMY D Arte Spazio, da sempre impegnata nella sperimentazione di smart materials, sono nati progetti e partecipazioni, tra cui Falling Up 2013, The transparent dream del 2014, Innovative ricerche del 2014, Memorie di equilibrio del 2015, Equilibrio - Festival della Scienza di Genova, Premio Cairo 2015, Premio Michetti 2016, LIDuP con il Politecnico di Milano 2017.




SELECTED EXHIBITIONS

2017
LIDuP, Politecnico Milano _AMY D arte Spazio, solo show, Politenico Milano Italy
L’ equilibrio del tempo- Solo show-Museum of Contemporary Art Trapani Italy Morfologia dello spazio – Photos from 2008 to 2016, solo show, Crag Gallery, Turin London Art Fair, Crag Gallery, Business Design Center, London
2016
Miami Art Contest, Ai BO Gallery (NY), Miami
Premio Michetti, AMY D gallery _Fondazione Michetti, Finalist, Francavilla, CH
Art New York – Art Fair, Ai BO Gallery (NY)
Art Prize CBM, III Edition (finalist category over30) Art Salon S Gallery, Dancing House, Prague (catalogue)
2015
Art Miami – Art Fair, Miami, Ai BO Gallery (NY)
Fraintensioni, solo show, Flaviostocco gallery, Castelfranco, Italy
SET UP Art Fair, Selected artist for the solo show, Flaviostocco Gallery, Bologna,
Italy Donkey Art Prize, finalist, Fondazione spazio Folli, Milano, Italy (catalogue)
Premio Cairo, AMY D gallery, finalist, Museum Palazzo La Permanente di Milano, Italy (catalogue) Memorie di equilibrio, project economART AMY D arte spazio, Milano, Italy
Art Prize CBM, III Edition, (finalist category over30), Areacreativa42, Rivarolo (TO), Italy (catalogue) Equilibrio, Festival della Scienza GE, AMY D arte spazio, Palazzo della Borsa di Genova
2014
The Transparent dream (introduction of nanotechnology in art), Amy-D arte spazio, solo show, Milano, Italy Innovative Ricerche # grafene, videogames e forza del pensiero, Amy-D arte spazio, Milano ,Italy
2013
FALLING UP, AMY-D arte spazio, solo show, Milano Italy PHOTISSIMA Art Fair, Amy-D arte spazio, Venezia Italy
2012
NASCITA INDIVIDUO LIBERO, solo show, Flaviostocco gallery, Castelfranco, Italy NASCITA INDIVIDUO LIBERO, solo show, Villa Bolasco, Castelfranco, Vto. Italy
2011
Design Wall, AIGA Museum, New York


TUTTO TORNA - It makes sense
Mostra personale di Mattia Novello a cura di Sabino Maria Frassà
AMY Darte spazio - Project economART

Con il Patrocinio di CRAMUM
Media Partner - Ama Nutri Cresci
Inaugurazione: giovedì 30 novembre, ore 18:00 
30 novembre – 13 gennaio 2018
c.s.: Anna d’Ambrosio

giovedì 16 novembre 2017

VICTOR di Dunia Mauro


Sweet Home Gallery
presenta

VICTOR
di Dunia Mauro
a cura di Francesco Castellani
dal 24 novembre al 10 gennaio 2018

Inaugurazione venerdì 24 novembre 2017 dalle 18.30 alle 22.30
La nuova ricerca artistica di Dunia Mauro è la messa in scena di un dramma. Attraverso l’uso del video e di una sceneggiatura venata da una personalissima e astratta ironia, l’artista presenta al pubblico Victor, il capro espiatorio che accoglie sopra di sé i mali e le colpe della comunità, la quale, per questo processo di trasferimento, si illude di liberarsi da ogni macchia, paura o turbativa. I personaggi della narrazione sono animali di plastica: cinque ovini, cinque cavalli e tra loro, a seminare sospetto e fomentare ostilità, un serpente. Victor è un caprone, dall’animo nobile e profondo, la sua sensibilità complessa capace di astrarsi e immaginare dimensioni poetiche dell’esistere lo rende diverso dal branco. Troppo diverso, presto pagherà il prezzo della sua diversità.
Allestita nella piccola e coraggiosa Sweet Home Gallery di Luca Guatelli, la mostra propone oltre al video, una galleria fotografica che ritrae Victor colto nella sua quotidianità vitale, immerso nel suo rapporto profondo con la natura delle cose, prima di subire la sua crudele condanna. La storia ruota intorno ad un furto: qualcuno ha rubato le stelle dal cielo e c’è chi dice di aver visto una sagoma bianca nell’oscurità. I sospetti convergono sul pharmakos, il “maledetto”, il capro espiatorio, l’ignaro e riflessivo Victor. La sua fine decretata dalla collettività sancisce al tempo stesso la fine degli ideali, la fine della speranza e la vittoria dell’Irrazionale. Gli ovini lo condannano senza alcuna prova. La pecora bianca, il montone, la pecora nera, fino al serpente simbolo di conoscenza e deputato, per questo, a insinuare il dubbio e ad essere creduto: ogni personaggio nel video di Dunia Mauro ha una propria precisa personalità e un ruolo strategico finalizzato alla condanna di Victor.
Ma chi è Victor nella messa in scena di Dunia Mauro? Victor è il pensatore, l’idealista, il filosofo, il poeta, l’artista. È lo spirito umano per eccellenza. Victor è diverso, è l’outsider che conduce una ricerca solitaria. La sua indole troppo destabilizzante per la massa ne farà il capro espiatorio del terribile furto che sembra abbattersi come un tragico segno premonitore sul gruppo.
Victor è una storia di sogni traditi da un ragionamento ingannevole. È la storia di un’Idealista tradito dal dilagare delle pulsioni irrazionali nelle quali paure e frustrazioni, invidie e inadeguatezze si fondono con esiti violenti. Victor è l’emigrante rifiutato, il diverso che turba, il vicino che non capiamo, lo straniero arrivato a rompere gli equilibri. È la ragione e il sentimento, la purezza e l’ingenuità. Victor è la parte migliore di noi, la più esposta e fragile. Non c’è un lieto fine, l’artista lo nega e costringe a riflettere su quesiti fondamentali: nel momento in cui sacrifichiamo Victor, cosa ci rimane? Nel momento in cui sacrifichiamo la nostra anima, cosa rimane? Dunia Mauro non ci consegna una risposta, cita il curatore Francesco Castellani nel suo testo, ma abilita il nostro occhio finalmente a Vedere. Vedere ciò che del nostro Essere nell’Esistente è abitualmente nascosto dietro “la faccia abusata delle cose”, dietro il sipario velato della realtà. E per renderci accettabile ogni nostra fragilità e debolezza, ogni nostra paura e preconcetto, ogni nostra illusione e crudeltà, Dunia Mauro utilizza Orwellianamente personaggi animali, figurine di plastica colorata che abitano la sua rarefatta epitome del mondo.

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SWEET HOME GALLERY è un nuovo spazio espositivo alternativo dedicato alle arti visive. Il mini Loft abitato e diretto da Luca Guatelli (artista esso stesso) presenta lavori site-specific di artisti che si confrontano con tematiche attuali in un contesto domestico. Luca Guatelli racconta: “Le mostre alla Sweet Home Gallery sono pensate tutte in funzione dello spazio domestico e comunicate attraverso l’American Spirit: WhatsApp, SMS, Fb, passaparola, ecc. È questa una avventura che vedrà il mio piccolo loft protagonista di mostre di artisti che stimo e che penso possano lasciare un segno nel tempo”.


Sweet Home Gallery
Via Teodoro Monticelli 5 | Roma
Visite su appuntamento: +39 3333262940

Romain Bernini. Rainbow Chasers


Romain Bernini, Untitled, 2017, 42 x 33 cm


La Galleria Riccardo Crespi presenta Rainbow Chasers, la prima mostra personale in Italia dell’artista francese Romain Bernini.

La pratica pittorica di Roman Bernini fa capo all’idea di rituale, non solo nella creazione dell’opera come realizzazione di un pensiero attraverso la manualità, il rapporto quotidiano dell’artista con la sua tela, ma anche come ricerca di soggetti che possano riferirsi a tale nozione: una liturgia, un mistero, un’estasi. Le grandi pitture figurative creano un rapporto diretto, quasi fisico, con lo spettatore che si trova immerso in paesaggi sospesi, da paradiso tropicale, o si confronta con personaggi simili a lui, tuttavia stranianti. Ricorrente è la maschera, poiché permette di parlare allo stesso tempo di identità e di mescolanza culturale e sociale, con combinazioni talvolta assurde, metafore del melting pot contemporaneo. In mostra, una serie di tele dal recente corpus dell’artista, alcuni assemblaggi della serie Vâhana che Bernini realizza a partire da pitture distinte che vengono poi installate insieme per creare un ulteriore contesto, benché astratto, alle figure in primo piano e i nuovi disegni dalla serie Cargo Cult.



Romain Bernini è nato a Parigi nel 1979. Vive e lavora a Parigi.
Alcune mostre: 2017 Romain Bernini, Maison des arts de Châtillon, Châtillon, Francia; Creating Worlds, Wooyang Museum of Contemporary Art, Gyeongju, Corea del Sud; Galerie Clémence Boisanté, Montpellier; Anthropocene, Galleria Riccardo Crespi, Milano; Romain Bernini - Damien Cadio - Bruno Perramant, Galerie Dukan, Lipsia 2016 New Ecstatic Island, Galerie Suzanne Tarasieve, Parigi; TRUE MIRROR, Espace Commines, Parigi 2015 Ecstatic Island, Dukan gallery, Lipsia; Grans Bwa, Frac Ile-de-France, La Vitrine, Parigi; Soma, Le Vog Art Center, Fontaine, Francia 2014 Des hommes des mondes, Collège des Bernardins, Parigi, a cura di Alain Berland 2013 Cargo Cult, Château de Taurines, Centrès, in collaborazione con il Musée des Abattoirs-FRAC Midi-Pyrénées, Tolosa, a cura di Olivier Michelon; Les nuits obliques, Université Panthéon Sorbonne, galerie Michel Journiac, Parigi 2012 Un entre-deux, Romain Bernini – Marc Desgrandchamps, Institut Culturel Bernard Magrez, Bordeaux.



Romain Bernini, Peti Bwa V, 2017, oil on canvas, 41 x 33



Romain Bernini. Rainbow Chasers 
Preview 21 novembre 2017 h. 18.30
22 novembre 2017 – 27 gennaio 2018 

Via Mellerio, 1. 20123 Milano
T +39 02 8907 2491 +39 02 3656 1618
Fax +39 02 9287 8247
info@riccardocrespi.com 

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